giovedì 16 maggio 2013

Palestra in casa? Un lusso alla portata di tutti!

E’ un’idea abbastanza diffusa quella di pensare alla palestra in casa come un lusso che poche persone possono permettersi, per due ragioni principali: il costo e lo spazio.
In realtà non è affatto così anche se oggi le dimensioni delle case sono un po’ più ridotte, sia perché gli spazi urbani sono dimezzati sia a causa della pesante spending review delle famiglie. Per fare spazio ad una mini palestra è sufficiente ottimizzare gli spazi della casa!

Ecco alcune soluzioni che abbiamo studiato all’interno di un appartamento tipo:






A noi piace molto la palestra in casa e l'abbiamo proposta ad un nostro cliente supersportivo.Guardate il risultato:





E per quanto riguarda il costo degli attrezzi?

La Wellness Ball di Technogym costa 199 euro ed è un attrezzo fantastico perché grazie alla sua forma sferica e instabile costringe a muoversi costantemente anche quando si è seduti migliorando la flessibilità muscolare e la bonificazione del tronco addominale e gli arti inferiori! Perfetta per i pigri! www.technogym.com 

Il tapis roulant TC20 Domyos di Decathlon è ideale per running, andatura moderata e jogging! Costo: 399 euro! www.decatholon.com





I vantaggi dell’avere una palestra in casa sono moltissimi, soprattutto se pensate che il costo medio annuo di un abbonamento in palestra va dai 250 ai 1200 euro!

Che ne pensate?




venerdì 15 marzo 2013

Il concetto di RIUSO CREATIVO

I sostenitori della filosofia del riuso creativo sono in costante aumento. 
Tra i motivi del successo si annoverano sia il risparmio economico sia la volontà di ridurre il numero dei rifiuti prodotti ogni giorno dall’uomo. 

E così ogni tipo di materiale e oggetto, sapientemente rielaborati, possono diventare elementi centrali in un progetto di interior design e vivere un secondo ciclo di vita attraverso il loro riciclo, il tutto condito da una buona dose di fantasia come nel caso di questo ostello di Amburgo. 

Numerose anche le associazioni e gli studi di architettura e design che promuovono il filone del riuso creativo, che riesce ad imporsi abilmente in ogni settore senza limiti. Un caso curioso ci viene proposto dallo studio tedesco di interior design, Dreimeta, che ricorre a tale sperimentazione con grande risultato nella rielaborazione degli interni di un ostello ad Amburgo
L’esterno dell’edifico potrebbe suggerire degli ambienti apparentemente sobri e austeri. Al contrario, entrando, gli spazi risultano divertenti, giovanili, estrosi, dove qualsiasi dettaglio cela una grande ricchezza: ogni oggetto infatti prende vita dalla trasformazione creativa di un altro. 


ELEMENTI DI RIUSO:

Nascono così salotti con tavolini ricavati da bobine di legno e sedute rivestite con vecchi jeans, accanto ad angoli lettura realizzati in comode carriole. Oppure nelle camere le testate dei letti sono arricchite da una rete porta tutto e si incontrano ventose che, persa la loro funzione iniziale, diventano appendiabiti. Alle pareti, non rivestimenti costosi, ma fogli di quotidiani o assi di legno colorate. Uno stile che, pur risparmiando sul costo degli arredi, riesce a conferire un tocco di originalità ad ambienti, come quelli degli ostelli, che usualmente rischiano di essere poco curati e accoglienti.



venerdì 1 marzo 2013

Creatività in classe A

Una struttura all'insegna della creatività e del risparmio energetico.
Siamo a Savigliano, in provincia di Cuneo, dove è stata inaugurata nel 2012, la nuova sede della società GIP spa, specializzata in progettazione di strategie di marketing integrato (www.gipspa.it).

Sviluppata su una superficie complessiva di 12.000 mq, di cui circa 3.000 coperti, la struttura ha fatto della modernità il suo cavallo di battaglia: un ufficio colorato, una hall con altalene fissate al soffitto e un vecchio Macintosh trasformato in portaombrelli.

Fotovoltaico e pompa di calore.
Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale. E' stato infatti realizzato un sistema di riscaldamento/raffrescamento che sfrutta la temperatura costante dell'acqua del sottosuolo immessa nell'impianto (12°C per 365 giorni all'anno).
Grazie all'energia elettrica prodotta dall'impianto fotovoltaico e ad un sistema di pompe di calore, l'acqua viene utilizzata per riscaldare e raffreddare i pavimenti, le pareti ed i soffitti della struttura. Un impianto che rende la struttura a impatto zero e che le conferisce una classe energetica A.

Polifunzionalità degli spazi.
Set fotografico, spazio per mostre, sala congressi. La stanza più ampia della struttura (400mq) è caratterizzata da una flessibilità degli spazi, che possono essere rivisitati in base alle necessità dell'azienda e dei suoi partner. Oltre alla sala polifunzionale, la GIP dispone di otto diverse sale riunioni, fra cui il cosiddetto “pensatoio”, uno spazio destinato ad incontri con aziende ma anche "zona brain-storming" e sala dedicata per videoconferenze. E di un'area relax, caratterizzata da una pittura murale a base di grafite che decora interamente una parete e sulla quale ogni collaboratore può lasciare un proprio pensiero.

Parco esterno.
La struttura è circondata da un parco di 8.000 mq, all'interno del quale è stato realizzato uno spazio denominato "Il giardino delle rose". A ciascun dipendente è stata affidata la cura di una rosa, a simbolo del legame con l'azienda.

[ Fonte: www.casaeclima.com ]

venerdì 15 febbraio 2013

Un giardino nelle case di tutti

Dalla Francia arriva la reinterpretazione di giardino pensile, per soddisfare il crescente bisogno di contatto con il verde e la natura da parte dei cittadini delle metropoli, così lontani dalle distese boscose e oniriche delle campagne di tutto il mondo. 

In occasione del concorso parigino “Jardin Jardin” gli architetti e designers Nicolas Barreau e Jules Charbonnet hanno realizzato questo progetto che consiste in un giardino pensile da applicare in facciata alle persiane. 

Questa struttura è un semplice giardino pensile nato come prodotto industriale per persone che vivono in appartamento o in generale in luoghi con spazi verdi limitati, come i cittadini di Parigi, metropoli costituita quasi esclusivamente da eleganti palazzine affacciate direttamente su strada. 

Questo prodotto assomiglia ad una persiana, in quanto si applica direttamente al davanzale della finestra, semplicemente collegandola al di fuori di essa. 

Tramite un sistema a carrucola sarà possibile regolarla velocemente nella posizione desiderata tirando una cordicella. Abbassandola assumerà una posizione orizzontale che permette di ingrandire la superficie verde esposta verso la città, allontanandosi al massimo dalla facciata del proprio edificio e ottenere un supporto più ornamentale per le piante. 

Se invece la si pone in posizione verticale la persiana andrà a creare un pannello che scherma la luce e un filtro per l’aria. Il giardino può tranquillamente essere appeso ovunque, proprio in questo risiede la sua straordinaria versatilità, diventando anche un arredo d’interni. 

Il progetto è stato selezionato tra i migliori del concorso ed esposto, per ora solamente come prototipo, a Maggio del 2012 nella fiera Jardin Jardin dei Giardini delle Tuileries.


venerdì 25 gennaio 2013

Fiera "SAIE 3" a Bologna


Ancora poche settimane alla prima edizione di Saie 3, il salone internazionale della filiera di produzione del serramento e delle finiture d’interni ed esterni, che si terrà presso BolognaFiere dal 28 febbraio al 02 marzo prossimi

L’iniziativa, ideata da Lucia Alberghini e presentata lo scorso maggio 2012, si prospetta già un appuntamento dal carattere innovativo. 

Tre giornate dal programma ricco di mostre, convegni ed attività organizzati su una superficie di 35.000 metri quadrati. Giovedì 28 febbraio si terrà il convegno d’apertura “Italiani di domani – 8 porte sul futuro”, condotto da Beppe Severgnini insieme con alcuni grandi nomi del mondo dell’architettura e del design, seguito dalla mostra “8 porte sul futuro“. 

Futuredesign illustrerà una rassegna di interior design, arte, fotografia, comunicazione e architettura dal 1996 ad oggi, con otto nuove installazioni sul tema del ‘vivere futuro’ firmate da Marco Lodola, Andrea Branzi, Karim Rashid, Giulio Cappellini e Daniel Libeskind. 

All’interno dei padiglioni di Saie 3 sarà possibile, inoltre, visitare la mostra “Firme e Colori”, un progetto ideato da Laura Villani, che coinvolge oltre cento progettisti, tra architetti, designer, artisti e personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Alessandro Mendini, Mario Bellini, Paul Chemetov, Mario Botta, Michele De Lucchi, Terry Dwan, Massimo Iosa Ghini, Alvaro Siza. 

Reed Business con il supporto del Centro Marketing di Vicenza presenterà durante Saie 3 i dati dell’ Osservatorio Serramenti 2013, risultato di un rapporto sull’attuale situazione del mercato del serramento, in vista delle prospettive future, effettuato su un campione di produttori e rivenditori di tutte le tipologie di serramento.

[ Fonte: Archiportale.com ]


venerdì 30 novembre 2012

Ti reinvento gli spazi di una ex chiesa!

Il God's loftstory, progettato dallo studio LKSVDD, è un'esempio originale e forse un po' spiazzante di restauro di un edificio religioso, nello specifico la vecchia chiesa evangelica riformata di Hengelo, in Olanda. 

L'idea alla base di questo intervento è molto semplice e allo stesso tempo molto nordica: liberare la mente dai dogmatismi e cercare di riconoscere e utilizzare lo spazio per quello che è, convertendolo a una nuova funzione e prendendosi la libertà di giocare un po' con le "sovrastrutture" legate alla sua storia. I progettisti si uniscono ai proprietari in un invito: "nutrite il vostro bambino interiore, rimanete puri, giocate, esplorate e siate anche un po' cattivi!" 

Il risultato in effetti ha più di un passaggio difficile da immaginare in un paese come il nostro, dove ancora c'è chi si interroga se Pippi Calzelunghe sia o meno un buon esempio da far vedere ai bambini. 
Le differenze di sensibilità rispetto ai paesi nordici sono ancora evidenti e, come per la piccola protagonista dalle trecce rosse, la censura della morale e del quieto vivere limiterebbero probabilmente le soluzioni più provocatorie e ironiche. 

Analizzando senza preconcetti l'architettura si può notare come essa sia stata trattata invece con il massimo rispetto, preservandone non solo la sopravivenza con un attento restauro ma soprattutto cogliendone il valore spaziale. 

E 'stata una scelta consapevole infatti quella non frazionare lo spazio ma di minimizzare le esigenze in modo da mantenere l'ampiezza della costruzione. Le uniche aggiunte architettoniche sono il soppalco per la stanza relax (camera da letto, salottino e bagno) e la scala multifunzione, definita "Stairway to have fun", che è allo tesso tempo scala, divisorio, ripostiglio, barriera acustica, libreria e parte della cucina ad incasso). 
I materiali utilizzati sono puri, sobri, funzionali e, cosa piuttosto importante, economici: cemento grigio chiaro per i pavimenti (quelli originali in legno della chiesa sono stati riutilizzati come rivestimento della "scala per divertirsi"); acciaio inox per la cucina; vetro per alcuni divisori interni; stucco bianco (per avvolgere tutto nella luce) e una strategica scelta di pochi accenti rossi. 

Questo progetto dimostra grande passione, rispetto e amore... per la Creatività, che è lasciata libera di esprimersi con molto senso dell'umorismo. 
Questo porta a bizzarie come la "porta del cielo", l'ingresso incornicaiato da una tappezzeria di angeli custodi, la " scala per divertirsi ", la" merda santa "sul water, le nicchie con lampade e strani uccelli "che hanno visto la luce" o le "pecorelle smarrite " di legno in giardino. Una casa in cui vivere o un'istallazione d'arte contemporanea, voi cosa ne pensate?






venerdì 23 novembre 2012

Ecodesign: quando gli oggetti riprendono vita

Se gli oggetti potessero parlare, sicuramente racconterebbero storie meravigliose. Ciò sarebbe decuplicato nel caso dei manufatti realizzati artigianalmente da Ecodesign Eureka, laboratorio artistico che, con intenti etici e sociali, si occupa di dare nuova vita ad oggetti e materiali di recupero, reinventandone le forme, gli usi e le decorazioni, nella più pura accezione dell’eco-design. 


LE ORIGINI DEL PROGETTO

Ecodesign Eureka è nato dal progetto di Eleonora Pimponi e Francesco Medori, ed intende reimmettere in circolazione oggetti d’uso comune, trasformandoli e reinventandone gli usi: l’obiettivo è in primo luogo etico, consentendo agli oggetti stessi di essere reintegrati nel ciclo vitale continuo, adeguandosi alle trasformazioni che la nostra società contemporanea impone, per non restarne tagliati fuori e potersi dunque adattare alle differenti necessità mutevoli nel tempo. 
Lo scopo non è solo quello di poter recuperare oggetti logori o che a causa dell’usura dovrebbero essere gettati via, ma di ripensare alla loro funzione in maniera alternativa, e di riconvertirli in modo del tutto originale, grazie ad un valore aggiunto che è dato concretamente dalla lavorazione che passa per le mani dell’artigiano e che realizza un manufatto unico ed irripetibile. 
In questo modo, tramite il laboratorio artistico artigianale viene realizzata una vera e propria operazione di up cycling, con cui al prodotto di scarto viene dato un valore maggiore grazie alle lavorazioni subite. 


GLI OGGETTI

Ciascun oggetto è realizzato con originalità ed unicità, adatto per arredare con gusto e creatività il proprio appartamento o il proprio studio, ma anche appropriato per idee regalo nuove, singolari e al di fuori dal comune. Inoltre, sebbene il processo di lavorazione possa essere in alcuni casi particolari lungo e laborioso, è bene precisare che i prezzi sono contenuti. Dai complementi d’arredo all’oggettistica per la casa, numerosi sono i prodotti realizzati, tutti molto originali, ispirati in parte al ReadyMade: quello che originariamente era un portapane può diventare, cambiando orientamento e con nuove decorazioni, un caratteristico portariviste; traendo spunto dalla “Ruota di bicicletta” di Marcel Duchamp, una ruota di bicicletta può diventare una piantana, in cui materiali plastici e metallici si integrano perfettamente; petali realizzati in fil di ferro e resina divengono elementi decorativi per la lampada Fiore, in cui sono presenti tutti i principi di eco sostenibilità; quello che inizialmente era un telefono può divenire una lampada da tavolo originalissima. Visita il sito Ecodesign Eureka per guardare altri esempi e scegliere il tuo oggetto. 


LA SFIDA

Eleonora e Francesco hanno deciso di cogliere la sfida e trasformare la propria passione in lavoro, con la piena certezza che l’anima etica e sostenibile del progetto non potrà deluderli, e potrà così gratificarli in primo luogo sotto il profilo dell’impatto ambientale e artistico. 
Lo sviluppo sostenibile indica lo sviluppo che permetta alle generazioni presenti di soddisfare i propri bisogni, senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri. I giovani artisti di questo progetto ci stanno provando pienamente, e noi di Architettura Ecosostenibile condividiamo la loro filosofia.



venerdì 16 novembre 2012

A Varsavia c'é la casa più stretta del mondo

Con una larghezza massima di 1,5 metri, l'abitazione racchiude mini bagno, cucina e camera da letto

“E' estremamente compatta, ma dentro ha tutto quello che serve”. 
Così il regista e scrittore israeliano Etgar Keret descrive la sua mini abitazione, la “Keret House”. 


TUTTO IN VERTICALE
Si tratta di un progetto ambizioso: riuscire a ricavare in uno spazio verticale tra due edifici preesistenti una casa per uno, con tutto il necessaire per vivere comodamente, senza rinunciare al design. Sotto la regia dell'architetto polacco Jakub Szczesn “Keret House” racchiude su tre piani cucina, bagno e camera da letto, con una larghezza massima di 1,5 metri. 


ALL'INTERNO DEL GHETTO EBRAICO
Quella che è già stata ribattezzata come “la casa più stretta del mondo” si situa all'interno del Ghetto ebraico di Varsavia e, dietro alla stranezza del progetto, racchiude un valore simbolico più alto. Il proprietario desiderava, infatti, possedere un piccolo spazio all'interno del Ghetto, in memoria dei suoi familiari, vittime dell'Olocausto e strappati a forza dalle loro abitazioni. 


PARETI BIANCHE E PARQUET CHIARO. 
All'interno, l'abitazione riesce a non risultare angusta, nonostante le dimensioni siano effettivamente al limite della vivibilità. Ad aumentare l'effetto di ariosità contribuiscono i colori – pareti dipinte di bianco e pavimento in parquet chiaro – e l'arredo essenziale e di design, con tocchi di colore a vivacizzare gli interni. Inaugurata da meno di una settimana, l'abitazione sta già attirando le curiosità di designers e passanti, increduli di fronte al progetto.

[ Fonte: www.casaeclima.com ]