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venerdì 18 novembre 2016

Progetto Colibrì: una ristrutturazione da manuale

Dopo tanta ricerca i nostri clienti trovano il loro nido d'amore in un palazzo degli anni ‘70 in provincia di Milano che aveva un grandissimo potenziale! 
La casa, però, aveva bisogno di moltissime modifiche visto che, a parte qualche piccolo lavoretto, non era stata più toccata!



In questo caso, una ristrutturazione è d’obbligo. Nuovi infissi, nuove piastrelle, nuovi pavimenti, nuovi sanitari. L’appartamento aveva proprio bisogno di un bel relooking!

Ecco come abbiamo trasformato la casa dei nostri clienti.


Planimetria stato di fatto
Planimetria pianta

















Viste le grandi dimensioni dell'appartamento e' stata possibile creare una doppia zona notte:

- una, più vicina all'ingresso che ospita la suite padronale, con bagno privato, grande guardaroba e letto king size;

- una dedicata agli ospiti che si trova più vicino alla cucina, direttamente accessibile dal soggiorno. Qui troviamo la camera ospiti con bagno completo, un bagnetto per la zona giorno, lo studio e una grande lavanderia.

Il soggiorno, con  un bel divano e poltroncine, diventa il cuore della conversazione e della casa! Un bel tavolo fa da supporto al banco snack della cucina in caso di cene con parenti e amici.

PECULIARITA’:

  • la grande zona giorno è SENZA TV
  •  la cucina separata da vetrate
  • una piccola sala cinema
Il tutto e' stato realizzato cercando di utilizzare dei toni morbidi ed eleganti...come i committenti!


PRIMA E DOPO








giovedì 15 settembre 2016

5 regole da seguire per la ristrutturazione della casa

Il portale Prontopro.it, il primo sito nel settore per numero di utenti che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ci ha chiesto di dare qualche consiglio ai loro utenti su come muoversi correttamente durante una ristrutturazione. Potevamo tirarci indietro?
 
Nel post, che potete leggere anche sul loro blog, abbiamo elencato 5 regole da seguire passo dopo passo per evitare di commettere errori superflui!
 
Quali sono questi 5 dogmi della ristrutturazione, dunque?
 
Prima e dopo una ristrutturazione
 
1) Incarica un professionista
 
Un primo consiglio è quello di affidarsi ad un tecnico, soprattutto per i lavori che necessitano di un progetto e che richiedono una relazione tecnica da consegnare in comune. Affida la progettazione e la gestione dei lavori ad un professionista fidato perché sarà il referente di tutti i soggetti coinvolti in una ristrutturazione. È prassi affidare allo stesso professionista i compiti di progettista, direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza in fase di progetto e di esecuzione, presentazione pratiche edilizie e aggiornamento situazione catastale a lavori ultimati.

2) Scegli il progetto e definisci il budget con il tecnico

Spesso le modifiche eseguite durante la ristrutturazione comportano ripercussioni a cascata sull’intero progetto, nonché un incremento dei costi e dei risultati finali. Per questo motivo consigliamo di chiedere il computo metrico al professionista incaricato. Il computo è un elenco dettagliato dei lavori che si intendono eseguire. La copia del documento verrà consegnata alle imprese edili per la formulazione dei loro preventivi. Ciò ti permetterà di ricevere offerte omogenee e confrontabili.

3) Scegli l’impresa che svolgerà i lavori

Dopo aver ricevuto tutti i preventivi dalle varie imprese, dovrai scegliere quella che ti è piaciuta di più. Ricorda che le imprese devono esibire al committente diversi documenti (dettagliati nell’allegato XVII del D.Lgs 81/2008), tra cui l’iscrizione alla Camera di commercio con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto e il documento unico di regolarità contributiva – DURC – in corso di validità. Tieni conto che la legge n. 98/2013 di conversione del Decreto “del fare” ha esteso la durata di tale documento da 90 a 120 giorni (per quelli rilasciati dopo l’entrata in vigore della legge stessa e cioè il 21/8/2013). Sottoscrivi un contratto d’appalto con l’impresa, definendo l’oggetto del lavoro, l’importo concordato, i tempi di esecuzione, le modalità di pagamento e, in generale, tutti gli oneri e gli obblighi in carico all’impresa e al committente.

4) Verifica la pratica edilizia

Prima di iniziare i lavori accertati che il progettista abbia presentato in comune la relativa pratica edilizia e che siano trascorsi i termini di legge per poter iniziare. In caso di pratica CIA o SCIA i lavori possono iniziare subito dopo l’avvenuta protocollazione della pratica. Una copia va sempre conservata in cantiere.  Ricorda la notifica preliminare, che serve nel caso in cui in cantiere sia prevista la presenza – anche non contemporanea – di almeno due imprese (per esempio idraulico e muratore). Prima di partire con la ristrutturazione, il responsabile dei lavori o il committente deve inviare tale documento all’Azienda sanitaria locale e alla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti.

5) Il via ai lavori

A questo punto si può partire con la ristrutturazione. Spetterà al professionista la verifica della corretta esecuzione dei lavori e il rispetto dei termini di contratto.
Una volta chiuso il cantiere sarà necessario presentare in comune: la Comunicazione di fine lavori a firma del committente; il Certificato di collaudo a firma del tecnico; la Richiesta del certificato di agibilità; la Denuncia di variazione catastale (DOCFA) presso l’Agenzia del territorio (ex Catasto).
 
Prima e dopo una ristrutturazione
 
Continuate a seguirci per ricevere altre notizie sul mondo casa!
 

venerdì 1 luglio 2016

Come scegliere il battiscopa

Il battiscopa è quell’oggetto che più comunemente chiamiamo “zoccolino”.

Sembra un dettaglio trascurabile ma non lo è affatto.

Quando chiediamo ai nostri clienti come vorrebbero il battiscopa la loro faccia sembra dire: “dobbiamo veramente scegliere anche lo zoccolino???”.


Progetto Ristrutturami.it

 
Il battiscopa però, al contrario di quanto si pensa, ha moltissime funzioni: oltre a quella di proteggere le pareti nella parte inferiore, formando anche una barriera alla polvere, completa e decora gli ambienti con una bordatura perimetrale, copre il raccordo sempre imperfetto tra muri e pavimento – nascondendo il taglio del rivestimento – e può anche mimetizzare i cavi elettrici.

 
Vediamo ora tra quali e quanti tipi di battiscopa si può scegliere.


In primis il legno. Quelli realizzati con questo materiale possono essere in massello, con supporto in multistrato e rivestiti in laminato, impiallacciati oppure in mdf laccati.

 
  • Ceramica Partner ideale delle pavimentazioni ceramiche, oggi gli zoccolini in questo materiale sono declinati anche in forme particolari, decorate e sagomate.

 
  
 
  • Pietra e marmo. Quelli con superficie naturale sono ricavati da lastre di spessore sottile, che vengono poi ulteriormente ridotte fino a ottenere una misura di 1,5-2,5 cm.
 
  
  • Pvc. In questo caso spesso hanno finalità funzionali: per esempio possono avere luci segnapassi o essere sagomati per l’inserimento di cavi. Sono gradevoli e stanno bene in ambienti moderni e hi-tech.
 
 
E quali sono le forme più utilizzate?
 
Progetto Ristrutturami.it
 
A spigolo vivo: di forma squadrata, è caratterizzato dal profilo dritto, adatto in ambientazioni di gusto contemporaneo.
 
A becco di civetta: ha il bordo superiore arrotondato; tale lavorazione ha una finalità estetica.
 
Con piedino: la sagoma è leggermente arcuata lungo la parte inferiore e “avanzata” verso l’esterno.
 
A questo punto non vi resta che scegliere le misure.
 
 
Altezza
Disponibili con altezza compresa tra 6 cm e 8 cm, esistono anche modelli di soli 4 cm o, viceversa, di 10-12 cm e addirittura 15 cm, questi ultimi indicati se si predilige la funzione protettiva. Con uno zoccolino in contrasto cromatico con la parete (per esempio di legno scuro su muro bianco), quanto più il profilo è alto, tanto più la parete sembrerà bassa.
 
 
 
Spessore
Dipende dal materiale (in marmo o pietra hanno spessore maggiore rispetto a quelli in legno o alluminio), ma si può dire che in legno esistono in tante versioni: se ne trovano da 1 cm fino a 2,2 cm. Per scegliere si consideri la distanza tra muro e pavimento, perché lo zoccolino deve coprire tale punto critico. Va poi valutato l’impatto visivo: a spessore maggiore corrisponde altrettanta visibilità sulla parete e maggiore sporgenza da questa.
 
 
 
Lunghezza
In genere si trovano in commercio listelli che arrivano a una lunghezza massima di 3 metri e non scendono sotto i 240 cm. Queste dimensioni vanno considerate sia per il trasporto a casa (se si opta per il fai-da-te) sia per la posa: su pareti che superano i 3 m di lunghezza occorre prevedere almeno un giunto: per un migliore risultato estetico, andrebbe fatto coincidere con un punto poco visibile, da calcolare a priori.
 
 
 
Vi siamo state d’aiuto? Aspettiamo qualche foto dello zoccolino che avete scelto!