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giovedì 22 maggio 2014

Come arredare un bagno piccolo

Un po’ forse a causa del crisi, i metri quadri delle nostre case si sono ridotti sensibilmente.
Durante una ristrutturazione, si cerca di dare nuova vita agli spazi per renderli più funzionali e più  abitabili.
Se lo spazio è ridotto, anche la stanza da bagno ne risente quindi ci si deve ingegnare per rendere bello e vivibile anche quella stanza.
Per il bagno di una ristrutturazione di un monolocale di 30 mq, ad esempio,  abbiamo creato un antibagno con mensola e lavabo d’appoggio che, come la zona sanitari, è stato realizzato senza l’utilizzo di piastrelle ma con smalto color tortora. In questo caso la zona sanitari e lavabo sono separati.
Questa è, oltretutto, una soluzione molto pratica perché in questo modo ci si può dividere il bagno senza invadere gli spazi altrui.



In un’altra ristrutturazione abbiamo strutturato il bagno, dalla forma lunga e stretta, un po’ alla francese separando la zona sanitari da doccia e lavabi! Per differenziare sono stati usati colori diversi. Entrando si è avvolti da colori morbidi e chiari; superata la macchia scusa della doccia si ritorna al chiaro dei sanitari. Il parquet viene accompagnato fino ai lavabi, così da rompere l’effetto allungato della stanza.





Visto che parliamo di bagni, ecco le 5 novità che ci sono piaciute di più al Salone del Mobile 2014
Vasca Pop di Teuco

     Lavabo bacinella Cielo da Ceramica Cielo


Lavabo Kartell

Lavabo Lotus di Boffi

Collezione Collapse di Rapsel


Ecco gli errori da non commettere quando dobbiamo ristrutturare o rinnovare il look di un bagno piccolo:
- usare colori chiari. Piastrelle e pareti dovranno essere chiare.
ridurre al minimo indispensabile armadi e accessori.
- meglio optare per una doccia, ad esempio una struttura in vetro trasparente.
- usate tanti specchi e vetri. Più volte vi abbiamo accennato che le trasparenze e i riflessi rendono la stanza più profonda e luminosa.
- sfruttare tutti gli spazi.
Se volete altri consigli, contattateci a info@ristrutturami.it



venerdì 19 ottobre 2012

Il bagno ecologico

L’attenzione per l’ambiente parte dalla casa: il risparmio energetico, la raccolta differenziata, l’isolamento termico delle pareti e la spesa intelligente sono tutte ottime modalità per trasformare il nido domestico in un concentrato di sostenibilità ambientale. 

E perché, allora, non incominciare una rivoluzione dal bagno, luogo dove avvengono i maggiori sprechi all’interno delle abitazioni? 
Rendere un bagno eco-friendly richiede degli interventi spesso non alla portata di tutti, soprattutto se in famiglia non si è programmata una ristrutturazione degli ambienti con i fiocchi. 
Questo perché è l’acqua il soggetto principale da salvaguardare e lo si può fare solo con opere murarie, tubature ad hoc e altri accorgimenti che non sempre possono attingere alla sfera del fai da te. 

Per quanto non sempre semplicissimi, però, vi sono degli utili consigli da tenere in debita considerazione: 

WC: il WC è uno degli elementi del bagno su cui prestare la massima attenzione. A ogni scarico, infatti, si consumano moltissimi litri di acqua, che potrebbe essere tuttavia risparmiata con degli accorgimenti intelligenti. Innanzitutto, si può installare un WC a doppio pulsante, così che si possa scegliere l’intensità del flusso d’acqua a seconda della tipologia di rifiuti fisiologici da smaltire. Inoltre, vi sono tazze di ultima generazione che, tramite speciali inclinazioni per aumentare la velocità di scarico, consentono di ottenere gli stessi risultati con la metà d’acqua delle soluzioni normali. Un vero toccasana sia per l’ambiente che per il portafoglio: il WC consuma il 27% del fabbisogno di acqua dell’intera famiglia; 

Doccia: la doccia è sicuramente più ecologica della vasca, perché generalmente si consumano meno litri d’acqua anche in caso di sessioni prolungate. È bene, tuttavia, controllare la qualità del proprio erogatore: in commercio ne esistono moltissimi “low-flow” che, pur garantendo la stessa pressione, arrivano a consumare dai 20 ai 50 litri in meno a ogni doccia; 

Rubinetti a sensore: per ridurre i consumi, utilissimi sono i rubinetti a sensore di ultima generazione, come quelli installati in molti bagni pubblici. Aprono e chiudono il flusso dell’acqua solo se viene rilevata la presenza di una parte del corpo, come le mani, evitando inutili sprechi. E il risparmio, anche solo quando ci si lava i denti, è nell’ordine di oltre un centinaio di litri l’anno;

Luci a LED: il bagno è un luogo dove si passa molto tempo, sia per la pulizia che per semplice vanità. È quindi utile installare delle lampadine ai LED anziché quelle classiche, perché riducono dell’80% il carico energetico necessario all’illuminazione; 

Ventole: i bagni ciechi, ovvero privi di finestre, prevedono l’installazione di apposite ventole di areazione. Non basta sceglierne una qualsiasi: è necessario optare per una ventola a bassissimo consumo energetico, di cui molte recentemente incluse negli standard di Energy-Star; 

Pulizia del bagno: anche la pulizia ha un ruolo fondamentale nell’abbattere l’eventuale inquinamento derivante dall’utilizzo del bagno. Per prima cosa, e sembra quasi inutile sottolinearlo, i detergenti dovrebbero essere biologici e privi di fosfati, così da non inquinare terreni e falde acquifere con gli scarichi. Poi, un’adeguata pulizia consente di mantenere gli impianti sempre funzionali: un erogatore doccia a basso flusso, ma otturato dal calcare, perderà gran parte delle sue qualità di risparmio; 

Pulizia personale: meno attinente al bagno come struttura della casa, ma sicuramente rilevante in termini di inquinamento, è la scelta di detergenti per la cura della propria persona. Tutto quello che finisce nello scarico della doccia, della vasca o del lavandino è potenzialmente inquinante, quindi sarebbe meglio scegliere saponi e shampoo biodegradabili, magari di produzione artigianale. 
La regola è quella di leggere sempre bene l’etichetta, soprattutto per i cosmetici. 


[ Fonte: InHabitat - Articolo tratto da www.greenstyle.it ]