venerdì 1 giugno 2012

Diario di un Architetto



Quanto sono sostenibili le opere architettoniche delle Archistar contemporanee è una domanda che si pongono in molti al giorno d’oggi. 

Il giovane architetto Giordana Querceto ha voluto indagare sui temi dell’efficienza energetica, della sostenibilità economica, della compatibilità ambientale e su molti altri aspetti che avvolgono di un fascino particolare le cosiddette “macrourbanizzazioni”, focalizzando l’attenzione in paesi dell’estremo Oriente, in Australia e America Latina. 

Il perché, si comprende sfogliando il suo libro di viaggio ArchitecTour, un diario fatto di foto e interviste a personalità del mondo dell’Architettura che hanno concretamente realizzato progetti a scala urbana riuscendo a rispettare il costruito pre-esistente là dove era necessario e a non stravolgere l’ambiente circostante in altri casi. 

In ArchitecTour ritroviamo 11 interviste a 11 Architetti di fama mondiale, ciascuno con le proprie peculiarità, ciascuno che racconta un po’ di sé e un po’ delle proprie opere che considera più significative secondo il concetto della sostenibilità a 360°. 

In ogni intervista non mancano le descrizioni tecniche e le fotografie integrano perfettamente il tutto permettendo al lettore – tecnico o semplice appassionato di Architettura – di immedesimarsi in Giordana Querceto e ripercorrere quegli stessi luoghi che ha percorso lei provando almeno un po’ delle sue emozioni di fronte a opere a dir poco monumentali. 

Come mai si sono scelte le mete di ArchitecTour per scovare quei modelli virtuosi di Architettura e Urbanistica?
Perché, a detta dell’autrice, è nei luoghi da lei visitati che si riesce a ritrovare quel valore aggiunto, quella autenticità e quell’imponenza che non solo caratterizzano un opera per la sua funzionalità e bellezza, ma che la rendono unica eppure esemplare per chiunque. 
I tre grandi continenti visitati sono stati soggetti ad un evoluzione durante l’ultimo ventennio si è realizzata sia in ambito sociale quanto in ambito urbanistico: ciò che è evidente è la particolarissima fusione fra reale e virtuale in Architettura che solo nelle opere di eccellenza è possibile cogliere. 
ArchitecTour, con le sue 160 pagine a colori, cattura oltre che gli occhi anche la mente di chi lo sfoglia e fa riflettere su come effettivamente si possa conciliare la voglia di realizzare megastrutture sapendole letteralmente “incorniciare” con cura e sensibilità nei contesti più variegati: dalla caotica Pechino alle distese incontaminate del Cile. 
ArchitecTour è un itinerario attraente per coloro che abbiano voglia di inoltrarsi nel mondo dell’Architettura contemporanea con una consapevolezza approfondita della condizione del nostro pianeta, dando lo spunto per riflettere anche sull’avvenire delle nostre città. 
L’autrice Giordana Querceto si rivela Architetto ma anche un’esploratrice ed un’appassionata di scrittura, arte, archeologia. La sua formazione professionale, prima in Italia e poi a Barcellona le permette di aprirsi presto a quello che è il variegato mondo dell’Architettura contemporanea, e la sua sensibilità l’aiuta durante i suoi viaggi intorno al mondo a cogliere aspetti che riesce poi con le immagini fotografiche a rendere leggibili a tutti. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.


venerdì 25 maggio 2012

Architettura in citta' ( Torino )


Torino rinnova l’appuntamento con il Festival “Architettura in città” che, dal prossimo mercoledì 30 maggio al 2 giugno 2012, ritornerà ad occupare l’area metropolitana del capoluogo piemontese. 

Spazi pubblici e privati daranno luogo ad un calendario di iniziative ricchissimo, che prevede mostre, incontri, convegni ed il coinvolgimento di scuole e università. 

L’evento, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e dalla Fondazione OAT, si rivolge anche quest’anno a tutti coloro che abitano e vivono la città e il paesaggio, con l’obiettivo di avvicinare la popolazione ai temi dell’architettura e della pianificazione. 

Il Festival sarà articolato in nove aree tematiche, quali architettura e design, città e paesaggio, teatro e cinema, arte, musica e libri, con l’introduzione delle tre nuove aree educational, smart e radical per l’edizione 2012. 


Mercoledì 30 maggio alle ore 18.00 sarà inaugurato anche l’infopoint del Festival presso l’Archivio di Stato in Piazzetta Carlo Mollino e, nella stessa occasione, sarà aperta al pubblico la mostra “Radical City”, curata da Emanuele Piccardo, che rappresenta uno spazio tematico indipendente volto alla sperimentazione delle teorie espresse dall'Architettura Radicale italiana nel decennio 1963- 1973. 


Il Festival “Architettura in città” adotterà numerosi strumenti e linguaggi di comunicazione, da Facebook e Twitter della Fondazione OAT, al blog www.taomag.it, al canale YouTube, per informare sulle iniziative in tempo reale. 

L’iniziativa è inserita nell’ambito del calendario “Città visibili – Torino Smart Festival”, caratterizzato da una serie di incontri diffusi sul territorio di Torino, organizzati nelle 6 grandi cornici di riferimento calviniano, in corso da mercoledì 23 maggio fino al prossimo 5 giugno 2012.


venerdì 18 maggio 2012

Eco e design per camerette bambini

Progettare la cameretta per l’arrivo di un bambino può essere un’esperienza emozionante e allo stesso tempo travolgente. 


Caroline McCandlish, un’affermata designer americana specializzata in design d’interni ecosostenibili e accreditata con il titolo professionale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), fa notare come dalla sua esperienza i neo genitori cerchino uno spazio bello e confortevole, sicuro e sano ma non sempre sanno da dove cominciare. 


I prodotti realizzati in materiali ecologici dedicati ai bambini sono sempre più numerosi e l’attenzione agli aspetti ambientali è in forte crescita anche tra chi non è appassionato di queste tematiche: i genitori infatti cercano l’alternativa più sana per i loro figli. 

McCandilish per iniziare consiglia di porre attenzione alle sostanze chimiche rilasciate dai materiali usati in edilizia e nella produzione degli elementi di arredo che possono incidere negativamente sulla qualità dell’aria nella casa. 


I MOBILI ED I VOC, COMPOSTI ORGANICI VOLATILI

L’acquisto di prodotti eco riduce al minimo l’esposizione a composti organici volatili, noti come VOC, sostanze tossiche che si disperdono nel tempo dovute all’uso di alcuni solventi in fase di produzione come ad esempio la formaldeide. Questo composto può essere emesso dai mobili in truciolato e compensato, soprattutto quando sono nuovi, nella tappezzeria, nelle vernici e nei materiali edili come le schiume isolanti. Per essere sicuri bisogna far riferimento ad etichette relative al basso o zero VOC, cioè a basso contenuto di solventi. Se per il legno massiccio le emissioni di VOC sono praticamente assenti per le altre tipologie di legno così come per le vernici e le tapezzerie è infatti consigliata la presenza di questi marchi. In aggiunta si può far affidamento ai prodotti etichettati Ecolabel, il marchio europeo di qualità ecologica mentre l’etichetta FSC, Forest Stewardship Council, certifica che il legno utilizzato è stato responsabilmente raccolto. 


I TESSUTI

Per i tessuti è preferibile scegliere fibre naturali come il cotone, la lana, il lino mentre per i pavimenti il bambù: naturalmente meglio se ottenute senza l’utilizzo di pesticidi ed erbicidi. 


INVESTIMENTI E COSTI

Il costo di questi prodotti biologici si è abbassato nel corso degli ultimi anni e può rappresentare un limite facilmente superabile da una buona pianificazione. McCandlish suggerisce di focalizzare le attenzioni e gli investimenti eco sui componenti maggiormente utilizzati come la culla e il fasciatoio piuttosto che su un grande numero di giocattoli e vestiti che hanno un tempo di utilizzo molto più breve. Se si vuole risparmiare però sarà sufficiente utilizzare una vernice zero COV per dare nuova luce alla stanza. Inoltre, i mobili usati per più di due anni hanno già emesso la gran parte delle sostanze nocive quindi largo spazio al riuso, magari creativo, realizzando una nuova finitura superficiale sempre con vernici a zero COV. 

La culla è quindi l’elemento più importante in cui investire perché i bambini vi trascorrono molto tempo. L’ideale sarebbe acquistarne una realizzata senza vernici tossiche, senza parti staccabili e facilmente ingeribili dal bambino e che possa in seguito essere trasformata in lettino in modo da renderla un investimento a lungo termine. 



ALTRI CONSIGLI UTILI 

Aprire spesso le finestre per un buon ricircolo dell’aria e utilizzare lampade led possono essere ulteriori azioni per migliorare la qualità dell’aria e l’ecocompatibilità della cameretta. L’insieme di questi accorgimenti può tutelare in modo efficace i bambini che, essendo in fase di sviluppo, sono molto più vulnerabili agli effetti negativi sulla salute dei composti organici. Fortunatamente le persone sono sempre più responsabili e consapevoli riguardo queste tematiche, soprattutto quando si tratta dei loro figli: in questo modo anche le aziende per venire incontro al cliente sono obbligate a porre una sempre maggiore attenzione a queste problematiche.

[ Fonte: The Washington Post - Tratto da www.architetturaecosostenibile.it ]

venerdì 11 maggio 2012

Design a picco sull'Oceano Pacifico!

Affacciata su una delle più belle spiagge di Jalisco, nella parte occidentale del Messico, sorge Casa Almare progettata dallo studio Elías Rizo Arquitectos. 

Questa residenza si sviluppa un ripido pendio a picco sull'Oceano Pacifico, con una vista mozzafiato della baia di Banderas. 

La casa, composta da 4 livelli fra i quali si distribuiscono le camere da letto e gli spazio più 'pubblici', ha un costante contatto visivo con il mare

 L'accesso avviene attraverso due cancelli, uno in legno che chiude completamente la vista verso l'interno e un altro in rete metallica che permette di apprezzare dall'esterno della casa la vista mozzafiato sull'oceano. 

Entrando si attraversa un 'ponte' di collegamento delle due parti della casa (divise da un patio) che termina in un mirador a sbalzo sul mare. 

La passerella è messa in evidenza da uno specchio d'acqua e dalle aiuole ai suoi bordi che creano un percorso di transizione tra l'esterno e la terrazza d'ingresso. 

Oltre a 3 box auto, cantina, lavanderia con patio e una sala computer, la casa ha al primo e secondo piano due 'master suite', ognuna con terrazza privata, una piccola piscina, spogliatoio, bagno, e doppio affaccio, sul patio interno e sul mare.

venerdì 4 maggio 2012

La qualità del design che aiuta i pazienti


A Boston un ambulatorio con facciata in laterizio e giardino interno in stile zen Ad Albany Street, nel cuore di Boston, è in corso un'opera di riqualificazione dell'intero vicinato ad opera del Boston Medical Center. 
L'obiettivo finale è quello di realizzare un grande campus ospedaliero. 


AMBULATORIO DI NOVE PIANI

Una prima parte dei lavori è, però, già stata portata a termine. Progettato dagli architetti dello studio di architettura statunitense TK&A e terminato nel marzo 2011, un ambulatorio di nove piani sorge già all'inizio di Albany Street, primo di una serie di cliniche collegate. L'edificio sorge sul sito del primo complesso ospedaliero della città, fondato a metà '800 per “aiutare i più poveri”. 


LA QUALITÀ DEGLI AMBIENTI AIUTA I PAZIENTI

Oggi il motto dell'ambulatorio non è cambiato e ancora l'obiettivo è quello di “curare eccezionalmente bene, senza eccezioni”. In questo senso, gli operatori del Boston Medical Center sono convinti che l'ambiente e l'architettura possano rivestire un ruolo importante e contribuire alla guarigione e all'umore del paziente. I progettisti di TK&A hanno trasferito le richieste nel progetto, dando vita a una struttura luminosa, accogliente e a misura di individuo. 


MATERIALI “TERAPEUTICI”

L'ambulatorio si caratterizza per la facciata esterna, realizzata con pannelli in laterizio, che oltre a richiamare i mattoni rossi tipici degli edifici di Boston, proteggono gli interni dal rischio di surriscaldamento durante i mesi estivi. Gli architetti hanno poi effettuato uno studio accurato sui materiali, scegliendoli anche in base al loro effetto tranquillizzante: da cui la scelta del legno chiaro e della pietra naturale. Infine, per garantire una continuità tra interno ed esterno, anche per i pazienti costretti a lunghe degenze in ambulatorio, è stato creato un giardino in bambù in puro stile nipponico.


[ Fonte: www.casaeclima.com ]


venerdì 20 aprile 2012

Un hotel inedito per l'Italia

Inaugurato il 16 aprile a Milano il NU Hotel. Un Art Hotel di proprietà dell’imprenditore Massimo Gao e il cui progetto è firmato dagli architetti Nisi Magnoni e Sabrina Gallini.

NU Hotel è un progetto unico: 38 camere che ruotano intorno ad un grande cavedio che seziona verticalmente l’intera struttura per 6 piani.
Soluzione inedita in Italia, consentita in deroga alle norme vigenti in termini di edilizia che impongono solette e coperture ogni due piani. Alla base del progetto, la volontà di realizzare un Art hotel ricco di soluzioni innovative e sartoriali in ogni suo elemento: dai letti sospesi, agli armadi svuotati delle ante, dalle sedute in pelle alle planimetrie irregolari delle camere. Contrasti materici forti tra l’esterno e l’interno: porte di legno carbonizzato, ferro crudo e pareti in cemento bocciardato che si armonizzano col candore e la leggerezza delle camere.

Uno stile in parte noto a Milano, grazie ai ristoranti giapponesi di proprietà della famiglia Gao, primo fra tutti il NU Pure Asian Cuisine, precursore dodici anni fa di una scelta stilistica basata sul binomio design italiano/ristorazione giapponese.

Siamo fieri di quanto abbiamo realizzato” - afferma Massimo Gao. “Con questo progetto, la mia famiglia ed io vogliamo portare il marchio NU in un mercato nuovo insieme a tutti i valori che il nostro brand ha sempre rappresentato: qualità, stile, devozione, genuinità”.

Al sesto piano, sulla terrazza, il Nu Italian Restaurant con la sua proposta di Contemporary Food. Una gemma trasparente di vetrate e centinaia di lampade che creano un cielo stellato, degno completamento di un’opera d’arte.

[ Fonte: ufficio stampa NU Hotel - Tratto da www.archiportale.com ]

venerdì 13 aprile 2012

Contest "I am Archilovers®"


Il contest "I am archilovers®" è rivolto a tutti gli architetti, designer e fan che, come te, aspettano la Milano Design Week con curioso interesse, la seguono con spirito critico e la vivono con animata passione. A te che non vorresti mai perderla!

I Saloni sono un paniere di volti, idee e progetti; un impasto di abitudini ed eccezioni.
Solleticano la creatività, stuzzicano la mente, riaccendono lo sguardo su news, eventi e incontri.
Impensabile sarebbe raccontarli con una voce soltanto, imperdibili sarebbero tutte quelle che volessero farlo.

Per chi c'è stato dunque, per chi vivrà i Saloni per la prima volta, per chi se ne sente ormai addicted, ma anche per chi non potrà esserci,
ma avrebbe voluto: per tutti voi ecco il contest "I am Archilovers®".

Abbiamo pensato di affidare a te il punto di vista più importante, più vero, in perfetto stile social 3.0.
Con il tuo "designer Kit", l'App Archilovers e la tua capacità di 'zoom in' contribuirai a realizzare il fotoracconto più originale, quindi unico, mai realizzato prima per la Milano Design Week.
Un contest che premia la tua libertà di muoverti tra gli stand, le location e gli eventi che preferisci, di scegliere cosa vedere, cosa ti piace e cosa vale la pena di raccontare e ricordare.


Non vediamo l'ora di conoscerti! Scopri come funziona qui e partecipa:

Le tue foto saranno pubblicate in live streaming sulla homepage di archilovers® e dell'App e nello Speciale Milano Design Week, con
il link al tuo profilo. Guarda le foto degli altri archilovers, posta, segui, commenta e aumenta la tua visibilità creando contatti.
La tua visibilità e la capacità di networking potrebbero essere valutate positivamente dalla giuria.


COSA SI VINCE
Potevamo offrirti un iPad o un iPhone, ma davvero ci sembrava troppo facile.
E così abbiamo deciso di farti vincere un’opportunità.

Se ci piacerà il tuo reportage ti sceglieremo per una internship qui da noi, nella nuova sede di Bari (Puglia, mare, sole, great food e social networking!) per 1 mese di collaborazione, con la possibilità, poi, di un contratto più duraturo. Ovviamente sarai nostro ospite!

Potrai diventare redattore/reporter della nostra redazione per occuparti di quello che ami di più: il design, l’architettura, la città, le idee. Lavorerai con noi, insieme agli 80 collaboratori del network archipassport® (archiportale.com, archiproducts.com, archilovers.com
e edilportale.com), e imparerai come si conduce un lavoro di redazione. Dopo un periodo di internship, decideremo insieme se contribuire alla redazione dall’esterno o restare nell’headquarter.


GIURIA
Parteciperanno alla valutazione i redattori di news, eventi, progetti e prodotti di archiportale.com, archiproducts.com e archilovers.com.
35 architetti e designer, con esperienza in fotografia, eventi, mercato, design e architettura cercheranno, attraverso le tue foto, di capire chi sei, come ti muovi, come vedi il design, cosa ti piace. E decideranno se potrai essere uno di noi.

Ci sono regole?
L’unica regola è che le tue foto devono avere un filo logico, coerente e raffinato, devono essere belle foto (iPhone dà grandi soddisfazioni!), devono raccontare di design, persone, idee, prodotti e progetti.


venerdì 6 aprile 2012

Un bosco in casa

Immersa in una zona boscosa e montagnosa vicino Città del Guatemala, Casa Corallo, progettata dal giovanissimo architetto guatemalteco Alejandro Paz (Paz Arquitectura), integra al suo interno la natura restando fedele all'intento di rispettare il bosco introducendolo nell'architettura della casa.

Il progetto è stato redatto cercando di organizzare gli spazi intorno agli alberi con il fine di non abbatterli per far posto alla casa.
La pianta è in gran parte libera e la casa si sviluppa sui dislivelli del terreno. Entrambe le facciate longitudinali sono principalmente vetrate in modo da dare la sensazione di permeabilità verso l'esterno e cercando di integrare il più possibile la natura circostante all'interno dell'architettura.

“Abbiamo usato il calcestruzzo a vista abbinato al legno rustico come principale elemento costruttivo, la cui texture dialoga con la foresta in cui è immersa la casa” ha affermato il progettista.


venerdì 30 marzo 2012

Greenbuilding 2012: Verona

Fiera di Verona: 9-12 Maggio

Il 2012 apre le porte alla sesta edizione di Greenbuilding, la mostra-convegno internazionale su efficienza energetica e architettura sostenibile.

Un evento caratterizzato da una crescita costante e da un sempre più ampio riconoscimento da parte degli operatori nazionali e internazionali.

Greenbuilding si è affermato a livello italiano come la vetrina per eccellenza per promuovere tecnologie e prodotti per un’edilizia low carbon.

La sesta edizione di Greenbuilding vedrà in esposizione operatori legati ai settori:

architettura sostenibile ed efficienza energetica nell’involucro edilizio;
efficienza energetica negli impianti tecnologici;
sostenibilità del ciclo dell’acqua in edilizia;
il verde nell’ambiente costruito;
progettazione, diagnostica & consulenza, riqualificazione energetica, certificazione;
esco, ricerca & sviluppo;
software professionale, editoria tecnica;
enti e associazioni di settore.
I convegni di Greenbuilding sono un momento di attualità tecnico-scientifica e un link tra policy, mercato e operatori. In questo contesto non mancheranno gli appuntamenti di riferimento con le grandi firme e i maggiori esperti della progettazione di edifici e quartieri low carbon.

Anche quest’anno si tiene l’evento SOLARCH, building solar design & technologies. che si colloca a cavallo tra Greenbuilding e Solarexpo. Un’area in cui viene dato risalto alle tecnologie più innovative e ai migliori progetti internazionali di design solare e di completa integrazione architettonica di fotovoltaico e di solare termico. SOLARCH è l’espressione del punto più alto del connubio tra la tecnologia solare e il linguaggio architettonico della contemporaneità.

Greenbuilding è affiancato dalla tredicesima edizione di Solarexpo - mostra convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita. Due eventi, un’unica visione strategica e una grande sinergia, per offrire la più completa rassegna di prodotti, tecnologie e soluzioni nell’ambito delle rinnovabili e dell’architettura sostenibile.

[ Presentazione tratta dal sito ufficiale: www.greenbuildingexpo.eu ]

venerdì 23 marzo 2012

Nella vecchia fattoria

Conversione attenta e rispettosa della memoria e dei segni del tempo.

Lo studio HILBERINK BOSCH Architecten ha trasformato una vecchia fattoria di Berlicum (Paesi Bassi) in una grande residenza con incluso studio di architettura.
Questa tipica fattoria (langgevel), costruita nel 1893, ha tutti gli accessi sul lato lungo e casa e fienile sono incorporati in un unico volume di grandi dimensioni.

La residenza esistente, situata nella parte anteriore del volume, è stata trasforma adeguandola alle esigenze moderne pur lasciando inalterato l'aspetto originario.
La trasformazione più grande è avvenuta ai piani superiori dove nuove camere da letto sono state create in adiacenza a una grande zona giorno.

L'ex fienile è anche utilizzato come sede dagli stessi architetti che ne hanno progettato la conversione. Il grande spazio a doppia altezza è stato mantenuto aperto in modo da lasciare a vista il tetto e l'orditura in legno della grande copertura.
Il passaggio tra la casa e l'ufficio è segnato da un nuovo volume ligneo che ospita tutte le nuove funzioni che una fattoria non presenta, servizi igienici, impianto di riscaldamento geotermico e idrico.
Durante il giorno le porte del vecchio granaio sono aperte e dietro vi sono delle porte scorrevoli in acciaio e vetro che lasciano la leggibilità della struttura e delle pareti originarie nonché dell'intonaco segnato dal tempo.