venerdì 15 aprile 2016

Fuorisalone 2016: dove andare


Un post sulla Design Week di Milano è d’obbligo, soprattutto per noi, che da anni siamo delle assidue frequentatrici del Fuorisalone.

Tra i nostri luoghi del cuore c’è senza dubbio le 5 VIE, un quartiere che partecipa solo da pochissimi anni al #fuorisalone ma è senza dubbio il posto che offre più spazi creativi ed è una bellissima vetrina per giovani designer.
LE 5VIE
Un consiglio: partite dal Garage Sanremo, headquater dei blogger Simple Flair, e perdetevi per le vie del quartiere, in particolare quelle di Via Santa Marta e Via San Maurillio.
Headquarter Simple Flair al Garage Sanremo

Installazione al Garage Sanremo
 
I negozi di design e d’abbigliamento in questo quartiere sono talmente belli che vale la pena anche solo vederli dalla vetrina!






 
 
Sulla strada verso la Statale abbiamo fatto tappa nello showroom di Davide Groppi, celebre design di illuminazione. Le sue proposte sono sempre tra le più innovative oltre che esteticamente belle. Negli ultimi anni Davide Groppi si è aggiudicato ( e meritato) numerosi Compassi d’Oro, il più autorevole premio mondiale di design.





Il talento inesauribile di Massimiliano Locatelli, fondatore dello Studio CLS, trasforma la bellissima Chiesa di San Paolo Converso, nel cuore di Corso Italia a Milano, in un luogo dedicato al design e un bellissimo omaggio alle iconiche lampade di Ingo Maurer.









LA STATALE
Le installazioni della Statale sono sempre magiche e di grande effetto- in parte è merito della straordinaria cornice.

Tra le più interessanti e particolari installazioni ci sono le case di Marco Ferreri.

L'Architetto italiano, ha interpretato il tema “Open Boarders” proponendo un modello di albergo diffuso dal basso impatto ambientale e dedicato ai nuovi pellegrini. La mostra espone 4 casette/albergo di circa 9metri quadri ciascuna, realizzate prevalentemente in legno e autonome dal punto di vista energetico.
Di seguito le installazioni che abbiamo amato di più:
 








 

BRERA DESIGN DISTRICT

Anche la storia del Brera Design District, come quella delle 5vie, è piuttosto recente ma già super viva e piena di creatività.

Un po’ per via della sua posizione centrale e un po’ perché nella zona sono presenti importanti negozi e showroom - Boffi,  Wall& Decò e Magis per citarne qualcuno- questo quartiere è da subito diventato un punto di riferimento durante la settimana del design.
Camerette per bambini NIDI

Camerette per bambini NIDI


Zona Tortona

Zona Tortona è senza dubbio il simbolo del #fuorisalone.

Qui trovate i più grandi nomi e multinazionali: fra capannoni riconvertiti, vecchie fabbriche - ora gioielli di design - show-room e studi creativi si respira ancora la stessa voglia di innovazione, lo stesso spirito creativo che l’ha resa famosa.


Noi il dj set del designer Karim Rashid al Magna Pars non volevamo proprio perdercelo.
 

 







 LA TRIENNALE

La Triennale di Milano in vicolo Alemagna dà la possibilità di visitare 11 ambienti immaginati da altrettanti protagonisti di oggi della cultura italiana della progettazione, tra grandi maestri e giovani autori, tra personaggi noti e altri che hanno preferito in questi anni una minore esposizione mediatica, senza mai diminuire la qualità del proprio lavoro.
 
Parliamo, tra gli altri di Andrea Anastasio, Umberto Riva, Elisabetta Terragni, ma soprattutto di Alessandro Mendini
 





 
Dal fuorisalone è tutto! Ora non vi resta che seguire i nostri consigli e buttarvi a capofitto nella settimana più frenetica di Milano.

venerdì 8 aprile 2016

Zona pranzo in cucina

Per noi italiani, che amiamo molto cucinare ma anche mangiare, la zona da pranzo è un luogo sacro!

Anche a noi capita che i clienti vogliano sfruttare il fatto che cucina, zona pranzo e soggiorno sono situati in ambienti adiacenti così “aprire” la zona pranzo verso il living creando un unico spazio, anche se parzialmente separato. Il precedente divisorio viene, quindi, demolito e sostituito da un serramento a tutta altezza, così da ottenere un effetto di apertura totale.

Esattamente come abbiamo fatto per il
progetto "Colibri'"  per garantire una continuità visiva tra i due locali, si opta per un infisso in vetro. La parte centrale è apribile e scorrevole. In questo caso le due ante laterali fisse non permettono l’apertura totale.


Dopo la ristrutturazione



Dopo la ristrutturazione



Planimetria Progetto Colibri'
Una bella alternativa alle porte scorrevoli, possono essere delle vetrate in vetro e acciaio come quelle nell'immagine sotto.

L'unico inconveniente: se per questioni di odori preferite chiudere la cucina, allora dovrete optare per la soluzione sopra, così da poter chiudere le porte ogni volta che lo si desidera.



By GM Cucine - More industriale cucina


Oggi la cucina all’americana è presente in circa il 70% dei progetti. Gli spazi in cui viviamo quotidianamente sono quindi sempre più aperti e si ha spesso a disposizione un’unica, grande stanza multifunzione che accoglie la cucina, la zona pranzo e il soggiorno.
 
Ma c'è ancora un 30% che vuole la zona pranzo in cucina.
 
Ecco qualche ispirazione per chi vuole una cucina abitabile?
 
Una cucina con isola ampia dove mettere più sgabelli proprio come se fosse una grande tavolo, oltre che un piano lavoro.

 
Residence M

By CHT Architects - More moderno cucina


Un tavolo rotondo o ovale occupa meno spazio rispetto ad uno tradizionale e si possono guadagnare più posti al tavolo.

 
IL TEMPO RITROVATO

By Claudia Pelizzari Interior Design - More industriale cucina


Un'idea che ci piace molto è quella di accostare un tavolo tradizionale all'isola della cucina!

 
Indian Queen Lane

Hi Tech Kitchen With Large Island

venerdì 1 aprile 2016

Un omaggio a Zaha Hadid


Zaha Hadid è un architetto assai controverso che per molti anni non ha costruito quasi nulla, nonostante i consensi della critica e i premi raccolti dai suoi progetti. E’ stato detto perfino che le sue opere non erano realizzabili.

Maxxi a Roma

Tuttavia, nel corso degli ultimi 10 anni, l’artista ha completato numerose strutture, tra cui il Rosenthal Center For Contemporary Art di Cincinnati ( definito dal New York Times come il “più importante edificio contemporaneo costruito in America dopo la Guerra Fredda”), il Museo della Scienza Phaeno di Wolsfang, in Germania, e l’edificio principale degli impianti di assemblaggio della BMW a Lipsia.

Hadid, famosa in tutto il mondo per le sue audaci e avveniristiche proposte, si è saldamente affermata come uno dei principali protagonisti dell’architettura internazionale. 



Una pagina del libro dedicato a Zaha Hadid
 
Nata a Baghdad e crescita a Londra, dove ha sede il suo studio, Hadid ha proposto architetture rivoluzionarie per più di 30 anni.

All’età di 22 anni ha iniziato a studiare architettura presso l’Architectural Association di Londra. Sette anni più tardi, nel 1979, ha aperto il suo studio a Londra. Ma, per via dei suoi disegni radicali, ha dovuto faticare per oltre un decennio prima di ottenere una commissione.

Le sue opere spaziano i continenti: da Dubai a Guangzhou e ovviamente in Italia.

Tra le opere realizzate nel nostro Paese, infatti, non possiamo dimenticare il Maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, e la Residenza a CityLife a Milano.



Residenza Citylife


Qui un tour virtuale all'interno dei meravigliosi appartamenti della Residenza


In questo personale omaggio ad un grande architetto come lei, non possiamo non citare due dei luoghi che più amiamo di Londra.

Serpentine Pavillion, che proprio lei aveva inaugurato nel 2000 e che è stato il primo di una lunga serie di padiglioni estivi della Serpentine Gallery che ogni anno viene progettato da un diverso architetto. Per l’occasione Zaha Hadid aveva progettato un lieve baldacchino a triangoli che sommessamente reinventava l’idea dei tendoni da giardino

 Storia più recente è la Serpentine Sackler Gallery, sorella della Serpentine Gallery, che segna il proseguimento di un lungo rapporto tra il centro d’arte collocato in una delle aree amministrate dai Royal Parks londinesi e lo studio internazionale d’architettura.
 


Pochi architetti della sua levatura, importanza e influenza hanno abbandonato la scena con così tanto ancora da definire.

Grazie Zaha, anche per essere stata la prima donna a vincere il più alto riconoscimento nel campo dell’architettura, il Premio Pritzker.

venerdì 25 marzo 2016

Perchè affidarsi ad un architetto: intervista a Valeria Bongini

Oggi il mondo dell'architettura e dell' interior design è colmo di professionisti ma non siamo certe che le persone sappiano realmente quali sono i plus di affidarsi ad un architetto.

Noi ovviamente l'abbiamo chiesto alla nostra Valeria Bongini.

Ecco cosa è uscito dalla nostra intervista.

Nome e Cognome: Valeria Bongini

Età: 38 anni
 
Professione: architetto e mamma del piccolo Carlo
 

G: Perché una persona dovrebbe affidarsi ad un architetto? 

V: L’architetto da sempre è un professionista a cui affidarsi per avere idee creative e originali ma non solo, deve accompagnare il committente in scelte molto importanti che non riguardano solo il lato estetico ma anche quello economico, deve conoscere le normative per consigliare al meglio anche su questo fronte, ecco perché non è sufficiente fare un corso ma serve aver studiato qualche anno in più.


G: Perché qualcuno dovrebbe scegliere Interior Relooking? Dacci 3 caratteristiche che vi contraddistinguono. 

V: La multidisciplinarità è quello che ci contraddistingue! Chi si affida al nostro staff non riceverà una soluzione progettuale elaborata da una persona sola ma un lavoro pensato e valutato da più teste che si occupano anche di altro nella vita e che quindi non saranno accecate solo dalle tendenze del momento ma sviluppano il book ragionandoci a 360°

G: Il lavoro di cui sei più soddisfatta?

V: Devo dire la verità? Quasi tutti i lavori che sono stati realizzati fino ad oggi mi hanno pienamente soddisfatta… ho sempre trovato committenti che capivano cosa vuol dire affidarsi all’architetto, si sono fatti guidare e consigliare. Dalla miscela delle loro esigenze e le nostre idee sono stati sviluppati dei buoni lavori. Ovviamente, quando si arriva alla fine si vorrebbe sempre cambiare qualcosa, ma tornando a fare le foto dopo qualche mese dalla fine lavori torno a casa sempre soddisfatta dei risultati ottenuti: gli ambienti sono sempre accoglienti e soprattutto mai uguali tra loro!

G: Se potessi reincarnarti, in quale grande architetto rinasceresti? Architetto del passato e del presente.

V: Senza dubbio, Mies van der Rohe.

G: Quale progetto architettonico avresti voluto progettare tu?
V: Il Guggenheim museum di F. L. Wright.

G: Qual è la città del mondo che più ami e da cui trai ispirazione?

V: Senza dubbio New York city. Tornerò a Giugno per la 4°volta.

G: Il tuo social network preferito?
V: Pinterest! Passerei le giornate intere a pinnare e mettere cuoricini. Scherzi a parte, è un social molto utile perché ti dà molte ispirazioni ed entri a contatto con i gusti e gli stili più amati nel mondo intero!
Grazie mille Valeria! Ora ti chiediamo di darci delle definizioni tecniche per comprendere l'importanza della figura dell'architetto nella direzione lavori e direzione artistica.


COS’È LA DIREZIONE LAVORI?

 La direzione lavori è affidata ad un professionista che, in quanto direttore dei lavori, ha il compito di supervisionare le opere in corso e di verificare la corretta esecuzione del progetto architettonico.

L’azione del direttore dei lavori dev’essere, infatti, sempre orientata all’ottenimento della migliore realizzazione dell’opera.

PERCHÉ FARLO?

Questo comporta che il direttore dei lavori abbia un totale controllo della realizzazione dell'opera nelle sue varie fasi e l'obbligo di verificare, attraverso periodiche visite e contatti diretti con i tecnici dell'impresa, che le direttive sono state rispettate e che i lavori procedano secondo le indicazioni date.

E’ importante ricordare che non tutti i professionisti tecnici possono assumere l’incarico di direzione dei lavori; le leggi che disciplinano le professioni tecniche, infatti, pongono dei limiti all’assunzione degli incarichi.

COS’È LA DIREZIONE ARTISTICA?

E' una prestazione che si aggiunge alla Direzione Lavori.
La direzione artistica è una forma di consulenza richiesta nella fase di direzione lavori in merito all’esecuzione dell’opera o a parti di essa.

La direzione artistica si differenzia dalla direzione lavori principalmente nella scelta dei dettagli estetici che interessano gli interni della nuova costruzione o della ristrutturazione, come ad esempio la scelta dei colori delle pareti, la rubinetteria, i sanitari, i materiali per la pavimentazione,

La direzione artistica è generalmente affidata al progettista.
La deontologia professionale considera non ammissibile che una Direzione Artistica sia affidata a professionista diverso dal progettista, senza il suo preventivo consenso.

PERCHÈ FARLO?

Il direttore artistico è un grande alleato in corso d’opera perché può accompagnare il cliente negli showroom specializzati e che già conosce bene; ha una ampia conoscenza dei materiali utilizzati per gli interni e per gli esterni; conosce tutte le nuove tendenze nell’ambito dell’arredamento, ma non solo, è aggiornato su tutte le novità prodotti di tutti i principali marchi che ruotano intorno al mondo dell’arredamento.

Il direttore artistico è una guida fondamentale durante la realizzazione dell’opera perché fornisce dei consigli e suggerimenti indispensabili e utili sui materiali e prodotti da utilizzare.
Per maggiori informazioni, contattateci a info@ristrutturami.it
 

venerdì 18 marzo 2016

Un balcone nel tetto

 
Non importa quanto spazio avete, se vi piace stare all’aria aperta ma vivete in appartamento, c’è sempre una soluzione.

Ed è esattamente quello che abbiamo detto ai nostri nuovi clienti che durante uno dei primi colloqui ci hanno confessato di amare i terrazzi. Cenette a lume di candela in primavera o bellissimi aperitivi con gli amici sono due cose che amano fare i nostri giovani clienti.

Purtroppo il balcone della casa che devono ristrutturare è lungo e stretto, ma durante il sopralluogo ci è balzata in mente un’idea per accontentarli.

 Quello che fa al caso loro è proprio: il balcone alla francese.



Con Interior Relooking nulla è impossibile! C’è sempre una soluzione per tutto, e infatti, dopo una riflessione ci è venuto in mente che il fatto di abitare in un piano attico aveva un riscontro positivo.

Infatti, abitando al piano attico si può sfruttare il sottotetto per creare una tasca nella copertura. Come? Così!






 
Cosa fare?

Come prima cosa dovrete verificare se il regolamento edilizio dal comune e le normative vigenti ( e del condominio) vi permettono di fare un lavoro di questo tipo.

Una volta risolta la parte burocratica, potete procedere con i lavori.

Si inizierà ricavando una tasca all’interno della copertura; dopo di che non vi resta che creare una porta finestra che dal sottotetto porta al terrazzo.

 A questo punto avrete il balcone dei vostri desideri che potrete arredare secondo i vostri gusti e stili.

 A noi piace molto l’idea di creare una cucina nella mansarda così da poter usare il terrazzo per cene e aperitivi con gli amici.

Una scala chiocciola vi porterà al piano mansardato.


Se anche voi avete un balcone lungo e stretto, eccovi una soluzione più pratica e low cost: http://interior-relooking.blogspot.it/2016/02/come-arredare-un-balcone-stretto-e-lungo.html

Per altre info, contattateci a info@ristrutturami.it

venerdì 11 marzo 2016

Mansarda: 4 idee per sfruttarla al meglio

 
 
Se il piano abitativo si sviluppa tutto sul piano della mansarda, si può godere in ogni momento della giornata della luce zenitale dei lucernari e da quella che arriva dalle vetrate perimetrali.

Il trucco per arredare una mansarda? Sfruttare al massimo i volumi senza limitarsi allo sviluppo planimetrico. 
 


 Anche i piccoli angoli bassi hanno un valore

Un esempio: utilizzate una libreria o un mobile contenitore che si adatta agli spazi domestici. Quando arredate una mansarda dove pensare ad una tipologia d’arredo che sia flessibile e che permetta ampia libertà di composizione.
 
 
 
 

➡  Una cucina al centro
 
Se si dispone di un ampio terrazzo o di un balcone, una soluzione innovativa è di posizionare la cucina al piano della mansarda. In questo modo, si può godere e sfruttare ampiamente gli spazi esterni per cene o pranzi. 

Se scegliete di posizionare l’isola della cucina al centro della stanza, potete sfruttare le pareti per sistemare contenitori su misura meno profondi e ingombranti.

Progetto Italian Family

Un’idea, se si ha abbastanza spazio, è di posizionare il tavolo da pranzo dove si abbassa il soffitto

Con questa soluzione, la cucina diventa il centro focale della stanza: uno spazio accogliente per i proprietari e per gli ospiti.

La camera 


Le travi a vista affascinano tutti!

Quando si parla di una mansarda molte persone decidono di posizionarci la camera da letto.

Come arredarla? La difficoltà maggiore sta nell’arredare la parte più bassa per sfruttare tutti gli angoli a disposizione.
 

Se il soffitto è spiovente solo da un lato, optare per una madia o una cassettiera nella parte più bassa della stanza.

Palestra

 Se avete così tanti metri quadrati a disposizione da riuscire a creare tutte le stanze necessarie al piano inferiore, potete pensare di usare la mansarda come palestra. 
 
Progetto Il fascino delle Curve
 
Organizzare una piccola palestra domestica in mansarda è semplice e ha molti vantaggi.

Dall’angolo con un materassino e dei pesi, fino a una vera e propria sala attrezzi con macchinari vari. 

 Recentemente abbiamo scoperto un attrezzo rivoluzionario, di design e che occupa poco spazio: è il Kinesis di Technogym. Il modello Vision è particolarmente elegante grazie alla serie di specchi di cui è dotata.
Queste stazioni domestiche permettono di allenare tutto il corpo con una varietà molto ampia di esercizi, almeno 200 in poco più di un metro quadrato di ingombro.

Per altri consigli su come arredare una mansarda, contattateci a info@ristrutturami.it
 

venerdì 4 marzo 2016

5 consigli per modificare gli spazi con il colore


Molto spesso crediamo che dipingere le pareti di casa sia solo un vezzo estetico. Nel favoloso mondo cromatico dei Pantone-addicted possiamo individuare due categorie di persone: i puristi del total white, che solo a volte azzardano con del grigio e del nero, e gli amanti del colore in tutte le stanze.
Una cosa che non tutti sanno è che il colore può essere utilizzato per modificare gli spazi degli ambienti. Nella case di tutti noi abbiamo delle camere lunghe e strette, piccole e buie, con soffitti alti o bassi.
Vi avevamo già dato dei consigli su come “Rendere più grande una cucina” http://interior-relooking.blogspot.it/2015/07/come-rendere-piu-grande-una-cucina.html
Se vi piacciono i colori, allora usateli per fare sembrare la vostra stanza più grande, più luminosa o più profonda!
Eccovi 5 esempi di come potreste utilizzare il colore.
Per allungare, se la parete è piccola, dipingete una parete di un colore scuro, farà apparire più profondo il locale.
 
 
 
Per ampliare, è meglio optare per colori chiari: bianco il soffitto e toni tenui alle pareti, in particolar modo se è un locale buio ( come il bagno), così aggiungi luminosità.
 
 
Per espandere, oltre alle pareti chiare, dipingere il soffitto con smalto super lucido, di tono medio: riflette gli arredi e il volume della stanza sembra aumentare.
Per allargare, falla apparire più ampia con delle righe orizzontali ( anche con carta da parati) per le pareti sui due lati: meglio tor sur ton con gli altri muri più chiari.
 
 
Se il corridoio è stretto, dipingere le pareti con righe orizzontali lo renderanno meno chiuso!
Un’alternativa potrebbe essere di dipingere rendere tutto neutro con pareti e porte chiare ma usando degli stickers per vivacizzare l’ambiente ed evitare di creare uno spazio chiuso e buio.
 

 
Se la vostra stanza non rientra in questi 5 esempi, contattateci! Saremo lieti di aiutarvi: info@ristrutturami.it

venerdì 26 febbraio 2016

Bagno lungo e stretto: vasca o doccia?

Stiamo lavorando ad un nuovo progetto: una ristrutturazione di un appartamento con ha un grandissimo potenziale! Unico problema? Un solo bagno in tutta la casa ed per di più è lungo e stretto!

Imbattersi in un bagno di questo tipo è abbastanza tipico, soprattutto se prendiamo in considerazione appartamenti degli anni ’50 in poi!

Se anche voi avete un unico bagno e stretto eccovi delle soluzioni per riuscire a farci stare tutto in pochi metri quadri.

Soluzione 1- Doccia separè

Il bagno, dalla forma lunga e stretta è stato strutturato alla francese, separando la zona sanitari da doccia e lavabi; per differenziare sono stati usati colori diversi. Entrando si è avvolti da colori morbidi e chiari; superata la macchia scura della doccia si ritorna al chiaro dei sanitari. Il parquet viene accompagnato fino ai lavabi, così da rompere l'effetto allungato della stanza.

 Qui il progetto
http://www.ristrutturami.it/casa-da-copertina-gallery.aspx
 
Planimetria

 
Bagno lungo e stretto


Esempio 2- Vasca e doccia

Per chi non sa scegliere tra vasca da bagno e doccia box, una soluzione può essere questa: una vasca da bagno tradizionale a cui aggiungere un vetro di cristallo e un’asta saliscendi per doccia e vasca.

 
http://www.ristrutturami.it/radiant-white.aspx
 


 Al nostro attuale cliente abbiamo proposto una terza soluzione, ovvero dividere il bagno in 2 parti! Però di questo nuovo progetto vi racconteremo tutto a lavoro finito. 

Qui la planimetria del progetto che è ancora in corso!


Per ricapitolare ecco le COSE DA FARE per la ristrutturazione di un bagno lungo e stretto:
 


- bidet e wc affiancati e sospesi lungo la parete


- sostituire il calorifero con un più pratico scalda salviette.

- per guadagnare un po’ di spazio potreste usare un idroscopino al posto dello scopino tradizionale perché più igienico e più pratico.

 - se non sapete dove mettere la lavatrice ti consigliamo di far realizzare su misura ante a tutta altezza lungo l’intera parete: otterrai così una zona-lavanderia nascosta, da organizzare con vani per la biancheria sporca, ripiani per detersivi e cose da stirare, e uno stendino. Come abbiamo fatto per il nostro cliente

http://www.ristrutturami.it/sandro-e-monica-dopo-gallery.aspx
Per altre informazioni o richieste: info@ristrutturami.it
 

giovedì 18 febbraio 2016

Come arredare un balcone stretto e lungo

Se vivete in città, avrete sicuramente un problema da risolvere: come arredare un balcone stretto e lungo.

 
 
I Piccoli balconi, in genere, presentano grandi sfide- a seconda delle forma e della ampiezza e profondità, vanno associati gli accessori e l'eventuale mobilio adatti- ma a noi piacciono le sfide, quindi eccovi qualche idea pratica.

Il segreto per arredare un balcone stretto e lungo sta tutto nell’organizzazione generale dello spazio.

Una volta individuati gli elementi necessari non dovrete fare altro che prendere un metro e misurare ogni centimetro... perché in questo caso, ogni cm è vitale!

A seconda della metratura disponibile dovrete scegliere i mobili giusti. Quindi, metro alla mano e si parte!

ILLUMINAZIONE- Se ci sono prese elettriche, potrete considerate l'aggiunta di una lampada da esterno. È preferibile adoperare lampadine a basso voltaggio per avere una luce tenue e confortevole.

Oppure, oltre a candele di ogni tipo, potreste utilizzare una serie di lampadine ( tipo quelle da albero di Natale) ma a batteria e potreste appendendole su tutto il perimetro del balcone per ottenere un effetto sempre di grande atmosfera.
 
Un esempio? Guardate la foto che ci ha mandato una nostra cliente l'estate scorsa dopo un relooking del suo balcone!

TAVOLO- ovviamente Ikea ha pensato anche a quello e ha creato una linea con bellissimi tavolini di legno da esterno piccoli e davvero pratici… in perfetto stile Ikea.

 

PANCA- invece delle sedie, che possono essere ingombranti e tolgono cm indispensabili, utilizzate una panca. La sua forma compatta permette a due o più persone di stare comodamente seduti.

CASSETTE DELLA FRUTTA-  una grande tendenza degli ultimi anni sono le cassette della frutta sistemate e ridipinte nelle tinte più strane.


 
Gli utilizzi sono molteplice: da contenitori per riviste a mobili a contenitori per fiori a tavolino per il salotto.

Questi sono gli elementi principali che non possono mancare su un mini balcone, ma ovviamente più spazio avete più mobili d’arredo potete usare.





In inverno può diventare una comoda area relax con tanto di coperte di lana per bere una tazza bollente di caffè con le amiche o in una elegante area fumatori se i vostri amici hanno questo brutto vizio.

Come fare?

Basta tenere solo la panca con dei comodi cuscini e un bel tavolino, magari creato una vecchia scatola della frutta tinteggiata del colore che preferite.

 

Se volete altri consigli per il vostro balcone, contattateci a info@ristrutturami.it

lunedì 8 febbraio 2016

L’ultima tendenza per ristrutturare casa: il team creativo


Per intercettare i trend della casa e tradurli in soluzioni RistrutturaMI, oltre all’architetto, mette a disposizione designer, stilista, visual e ricercatrice social
 
   Per ristrutturare casa in modo originale e innovativo il solo architetto non basta più! Ormai le soluzioni possibili in termini di sistemazione degli spazi, materiali e illuminazioni sono così numerose da richiedere più professionalità e competenze che lavorino insieme a un progetto.
 
È stata questa la scelta fatta da RistrutturaMI, un team di creativi e tecnici (tutte rigorosamente donne) che opera su Milano e hinterland da cinque anni.
  «La nostra scelta di lavorare in team e di far leva sulla multidisciplinarietà si è rivelata una scommessa vincente –spiega Valeria Bongini, architetto e fondatrice di RitrutturaMI-.
 
Disporre di tutte le competenze necessarie per curare direttamente i molteplici aspetti di una ristrutturazione è un vero punto di forza, un plus fondamentale per essere in grado di proporre soluzioni non soltanto funzionali, ma originali e innovative. Siamo nell’epoca delle reti; è importante, quindi, ragionare in termini di competenza diffusa, specie per progetti complessi come sono le ristrutturazioni».
 
 
 

In dettaglio, le figure che compongono il team di RistrutturaMI sono:
          Architetto – lavora con il cliente sulla impostazione complessiva del progetto. È anche responsabile delle pratiche edilizie e della direzione lavori
          Interior designer – si occupa delle soluzioni di dettaglio; pavimenti, rivestimenti, porte,  cartongessi e finiture in generale
          Stilista – aiuta i clienti nella scelta dei materiali e nell’accostamento dei colori. Esperta di carte da parati, tendaggi e delle più attuali palette colori
          Social/ricercatrice – con un occhio alle tendenze estere, declina idee e soluzioni originali. Nella fase in cui si affrontano i dettagli del progetto, inizia una ricerca specifica per offrire diverse possibilità di scelta al team e al cliente
          Vetrinista/Visual-  cura l’impatto visivo della casa. Lavora insieme con l’interior designer per consigliare la migliore disposizione degli arredi e dei complementi d’arredo
          Light designer-  cura il progetto illuminotecnico per creare la giusta illuminazione e le atmosfere più appropriate nelle varie zone della casa. Una volta individuate la posizione e la potenza dei vari apparecchi illuminanti, supporta il cliente nella scelta degli stessi in condivisione con interior designer e visual
          Outdoor designer - si occupa dello studio degli spazi esterni. Lavorando in città diventa molto importante valorizzare anche i piccoli balconi, oltre che i giardini e terrazzi
 
«La casa dovrebbe essere quanto di più personale esista; deve avere uno stile che rifletta chi la vive, e per questo serve uno sforzo di creatività per ogni lavoro –dice Bongini–.
 
Lavorare in team rappresenta, in questo senso, uno stimolo importante, perché il confronto continuo aiuta a trovare soluzioni sempre diverse, a misurarsi con nuovi spunti, a non fossilizzarsi sulle proprie convinzioni e a non fermarsi alla prima idea progettuale.
 
È la caratteristica saliente di RistrutturaMI che è riconosciuta e apprezzata dai clienti, che sono seguiti e consigliati in tutti i momenti della ristrutturazione e per tutti gli aspetti della stessa.
 
Ai clienti offriamo, inoltre, la possibilità di visualizzare il risultato della ristrutturazione ancor prima dell’inizio dei lavori. In questo modo è possibile valutare preventivamente più soluzioni riguardanti i materiali, gli spostamenti di muri, gli arredi, le luci e le finiture per essere pienamente convinti delle scelte fatte».
Per altre info, sul sito: http://www.ristrutturami.it/