venerdì 2 marzo 2012

Il Professional Day

Rigenerazione sostenibile delle città, procedure edilizie digitali, reti tra professionisti, banche delle idee.

Semplificazione, sussidiarietà, sviluppo, innovazione, sicurezza, energia, ambiente. Sono i temi sui quali si articolano “Le proposte per lo sviluppo del Paese”, un documento di 41 pagine elaborato dalle professioni dell'area tecnica (agrotecnici, architetti PPC, biologi, chimici, dottori agronomi e forestali, geometri, geologi, ingegneri, periti agrari, periti industriali, tecnologi alimentari) e presentato in occasione del Professional day.

Numerose le proposte contenute nel documento: si va dalla rigenerazione delle città all'esclusione dal Patto di stabilità delle spese di investimento degli enti locali; dalla rottamazione degli impianti elettrici nelle abitazioni all'introduzione del fascicolo di fabbricato; dalla delocalizzazione e messa in sicurezza delle case nelle zone a forte rischio idrogeologico alla semplificazione delle norme e dematerializzazione delle procedure.

LE PROPOSTE DEGLI ARCHITETTI
"Chiediamo al Governo - al di là della riforma delle Professioni che sta ormai arrivando alla sua realizzazione - l'avvio di una concreta fase di sviluppo nella quale i professionisti italiani possano presentare una serie di proposte e ritrovare in tal modo il loro ruolo di componenti fondamentali del Paese, al quale mettono a disposizione i loro saperi e le loro competenze", ha spiegato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Rigenerazione sostenibile delle città
Per quanto riguarda nello specifico gli architetti, sullo stato delle nostre città - dove vivono il 70% degli italiani, dove si produce l'80% del PIL nazionale e dove il degrado è sempre più palese - il Consiglio Nazionale degli Architetti propone "un programma di rigenerazione sostenibile, per affrontare il decadimento dello stato dell'edificazione esistente privata e pubblica, l'adeguamento a standard di sicurezza ed energetici, il restauro dei beni culturali, il recupero degli spazi pubblici e del verde, l'innovazione delle reti tecnologiche".
Tra gli strumenti per realizzare il programma, "la codificazione immediata di strumenti normativi - dalla legge nazionale urbanistica alla relativa perequazione - oltreché fiscali, con bonus di volumetria per chi interviene rigenerando case e quartieri ponendo a zero il consumo del territorio; con l'emissione di eco-bond ponendo requisiti di sostenibilità ambientale dei progetti così come nei bandi di vendita del patrimonio pubblico, a fronte dei quali abbassare il costo degli oneri di urbanizzazione".
In questo modo, sottolinea il Cnappc, “dall'edificio rigenerato e tecnologicamente innovato, si avvierebbe il processo di risparmio delle risorse, energetiche e idriche, della razionalizzazione del ciclo dei rifiuti, di tecniche costruttive innovative che favoriscano l'eccellenza dell'industria italiana, della riqualificazione di strade e quartieri, favorendo la coesione sociale."

Salvaguardare l'ambiente
"La valorizzazione dell'habitat deve avvenire, acquistando così valore, entro un progetto di salvaguardia ambientale, mettendo a frutto i valori unici del patrimonio culturale e paesaggistico italiano anche in funzione turistica. Occorre, quindi, affiancare a un chiaro sistema di vincoli, progetti di sviluppo sostenibili, non invasivi, culturalmente attraenti, mettendo in rete i borghi storici - vera ricchezza del Paese - in un sistema nazionale di museo diffuso, collegati virtualmente in un sistema unico, didattico e di ospitalità".
La rete degli Ordini Provinciali degli Architetti è pronta ad essere un presidio di sicurezza al servizio del Paese, per monitorare lo stato dei beni monumentali e le condizioni di sicurezza degli edifici e del territorio, oltre ad essere presidio di legalità per segnalare e contrastare l'abusivismo edilizio, così come le infiltrazioni mafiose negli appalti.

Edilizia, semplificare le norme e de-materializzare le procedure
Sul fronte dell'edilizia, settore che più degli altri è in sofferenza per la crisi, la proposta del Consiglio Nazionale degli Architetti per semplificare le norme e de-materializzare le procedure è quella di "istituire un tavolo tra professioni tecniche, Governo, Regioni e Comuni per rivedere in sei mesi il Testo unico per l'edilizia e l'insieme della normativa di settore per razionalizzare e semplificare le regole, dando certezza agli operatori, agli investitori e agli erogatori dei finanziamenti.
Gli architetti italiani mettono a disposizione del Paese In@materia, la scrivania digitale studiata con l'allora Ministero dell'Innovazione, che digitalizza e rende immateriali tutte le documentazioni edilizie ed urbanistiche, permette agli operatori di seguire in tempo reale le pratiche, rende possibili le conferenze di servizi on line superando i tempi morti delle risposte dei diversi Enti (Comuni, Provincie, Regioni, ASL, VVFF, Sovrintendenze, Comunità Montane, ARPA, ecc). Il medesimo sistema è applicabile agli appalti pubblici ed ai Concorsi di architettura, riducendo drasticamente i costi e i tempi, rendendo - inoltre - trasparente il processo".

Reti tra professionisti
Per rendere più competitive le professioni nel Paese e all'estero, occorre per gli architetti italiani "favorire con strumenti normativi e fiscali l'aggregazione interprofessionale, con l'istituzione di reti tra professionisti anche inter-comunitari per rendere sinergiche e più concorrenziali le strutture professionali".

Aiutare i professionisti nei micro-mercati e sui mercati esteri
"La realtà italiana dei singoli professionisti e dei piccoli Studi sul territorio - sempre secondo il Cnappc - non deve essere intesa come un peso, ma considerata una risorsa: il loro sapere artigianale deve essere messo a sistema, a basso costo, con i colleghi e con altre professionalità, rendendoli capaci di operare nei micro mercati così come nei grandi progetti e all'estero". Anche per questi motivi “è necessario aiutare e promuovere, attraverso la rete diplomatica, i professionisti sui mercati esteri, all'interno di un Sistema Italia che renda sinergiche professioni, industria e commercio, anche creando un' agenzia di sostegno e di consulenza per l'accesso ai fondi comunitari."

Incentivare l'innovazione tecnologica degli Studi professionali
"In questo momento così grave per l'economia del Paese - aggiunge il Consiglio nazionale degli architetti - e nel quale l'investimento culturale sul patrimonio e sull'innovazione sono ancora più importanti per la competitività - è necessario favorire con strumenti fiscali l'innovazione tecnologica degli Studi professionali, perché le strumentazioni tecniche siano all'altezza della sfida della sostenibilità e della gestione complessa dell'edilizia e dell'urbanistica".

Banche delle idee
Secondo il Cnappc, infine, occorre anche “incentivare le relazioni tra progettisti e industria, con la creazione di 'banche delle idee' per promuovere la ricerca e i giovani talenti, per rinnovare le qualità del 'made in Italy' e mantenerlo concorrenziale nel mondo. Per questo motivo anche il sistema degli appalti pubblici dev'essere uno strumento di selezione e di promozione delle eccellenze e del merito e quindi non del massimo ribasso - investendo sui talenti migliori del Paese per farli crescere per un habitat futuro migliore”.

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