venerdì 23 settembre 2011

Concorso a Roma per Architetti

Roma capitale ha lanciato il concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo Auditorium di Acilia - Dragona.

Il progetto dell'Auditorium dovrà preveder uno spazio per concerti atto a ospitare circa 700 spettatori, e dovrà essere utilizzabile anche per manifestazioni ed eventi culturali di diverso tipo come convegni, spettacoli, ecc.

Un ruolo qualificante spetterà al sistema degli ingressi da integrarsi con gli ambienti del foyer, dilatando le aree di “soggiorno”, durante ed oltre gli spettacoli.

La sua funzione non si dovrà limitare tuttavia a questo, ma dovrà servire a relazionare lo spazio urbano con gli ambienti e i servizi interni, anche al di fuori degli orari di spettacolo.

La sala da concerto dovrà essere pensata in modo da armonizzare il rapporto tra il pubblico e i musicisti, sfruttando tutte le variabili e i fattori a disposizione: la dimensione della platea, la presenza o meno di logge e gallerie, la forma e la posizione del palco, le consuetudini degli utenti e il tipo di spettacolo.

Possono partecipare al concorso ingegneri e architetti in possesso dei requisiti richiesti dal bando.

Per quanto concerne i tempi di consegna, la scadenza sia per le iscrizioni che per gli elaborati è fissata per il prossimo 17 ottobre 2011.

Al progetto ritenuto migliore verrà riconosciuto, a titolo di premio e di riconoscimento per l'opera intellettuale svolta, un compenso al primo classificato pari a 35mila euro.
Tale premio è considerato parte del compenso relativo alla progettazione preliminare.

A ciascuno dei progetti non vincitori, che hanno partecipato al secondo grado di concorso, verrà assegnata una somma a titolo di rimborso spese pari a 7mila euro.




[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 9 settembre 2011

Lo Stone Creek Camp

Lo Stone Creek Camp, residence progettato dallo studio Andersson-Wise Architects, è situato a Bigfork, nel Montana, sul pendio di una collinache conduce i visitatori a scoprire il sito progressivamente.

Dalla portineria un sentiero conduce lungo la collina fino alla casa padronale, al lodge principale e alla guesthouse.

Gli edifici offrono una calda accoglienza, spazi quasi scavati e ampi loggiati, aperti verso il panorama del Flathead Lake.
Murature spesse e piccole finestre sul fronte del pendio contrastano con pareti che si aprono interamente verso il lago.
Grazie a pareti scorrevoligli ospiti possono scegliere se essere all'aperto, pur stando all'interno. Allo stesso modo, ogni camera da letto può essere “proiettata” all’esterno dando la possibilità all’ospite di dormire immerso nella natura pur continuando ad essere al sicuro all'interno del residence.
I materiali e le strutture di questi edifici li collegano al sito. L'effetto è paradossale: nonostante le loro dimensioni, le grandi strutture sembrano emergere dalla roccia, dal legno e dall’erba da cui sono circondati.

Così come il lago su cui si affaccia, il lo Stone Creek Camp sembra essere qui da sempre.

[ Fonte: Archiportale.com ]

giovedì 1 settembre 2011

MACEF 2011: la casa ambientalmente sostenibile

Quest’anno a Macef non poteva mancare il tema della sostenibilità ambientale che sarà al centro di un’importante iniziativa sul tema.

Uno spazio mostra “Macef Sustainable Home” a cura dell’ Arch.Marco Capellini , che presenta oggetti per la casa ambientalmente sostenibili.
Borse, giocattoli, lampade, sedute, vasi, collane, anelli, pentole, stoviglie, porta foto, candele ed altri accessori per la casa, sono solo alcuni dei prodotti presentati a Macef Sustainable che si svolge dall’8 al 11 settembre in fieramilano, in occasione di MACEF.

La tutela dell’ambiente e della salute all’interno della casa sono temi che stanno diventando sempre più di fondamentale importanza per il consumatore e il mercato.
Per questo motivo Macef ha intrapreso un percorso sul tema della Sostenibilità ambientale e del design, avviato con l’edizione di gennaio 2011, e finalizzato a mettere in evidenza le performance ambientali dei prodotti per casa.
Una necessità, sia per valorizzare prodotti delle aziende espositrici a Macef e che credono nelle strategie ambientali, sia per permettere ai visitatori di Macef di capire le peculiarità che contraddistinguono i prodotti ambientalmente sostenibili.
La mostra con questa prima edizione presenta oltre 80 prodotti di aziende italiane e estere. Ciascun prodotto è accompagnato da una scheda tecnica che ne descrive le principali caratteristiche ambientali in termini di materiali e processi.

Anche l’allestimento della mostra, realizzato interamente in cartone da Kubedesign, è rigorosamente sostenibile per rispettare l’intera filosofia del progetto Sustainable Home.

Design, innovazione e sostenibilità socio-ambientale, sono questi i principi essenziali che contraddistinguono Macef Sustainable Home, attraverso un percorso che continuerà nelle prossime edizioni di Macef, con nuovi prodotti e aziende e con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento internazionale per gli oggetti per la casa ambientalmente sostenibili.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 22 luglio 2011

Ci sono alternative ai "tetti verdi"?

Tetti verdi e giardini pensili sono sempre più diffusi nel mondo, ma a volte non risultano essere la soluzione più adatta.

Gli edifici rappresentano un'opportunità unica per mitigare i cambiamenti climatici e accrescere lo sviluppo sostenibile.

Secondo un report dello United Nations Environment Programme (UNEP), il settore dell'edilizia è responsabile dal 30 al 40% del consumo energetico mondiale e fino al 40% dell'emissione di tutti i gas serra. Al tempo stesso, il settore costruzioni detiene la capacità maggiori per ridurre queste emissioni e, secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), tale riduzione può avvenire a costo zero o a livelli relativamente bassi di investimento.

I vantaggi
Un sistema può essere quello di sfruttare i tetti verdi e i giardini pensili, concetto inizialmente sviluppato in Europa, ma che sta prendendo sempre più piede nelle zone calde del globo. Oltre a filtrare le particelle, i tetti verdi rinfrescano l'aria in città e assorbono grandi quantità di acqua piovana. In una zona come Singapore, l'installazione di un giardino pensile può ridurre il consumo energetico annuale di un edificio fino al 14,5%. Uno studio condotto in Grecia ha invece scoperto che uno strato di piante sul tetto potrebbe deviare fino all'87% della radiazione solare.

Gli svantaggi
Tuttavia, non si tratta semplicemente di disporre dei vasi pieni di terra e semi sul tetto di un edificio. Le membrane e le barriere di drenaggio devono essere acquistate come parte dell'infrastruttura, e i costi di installazione e manutenzione sono piuttosto elevati. I tipi di piante coltivate devono essere scelte con attenzione per la loro capacità di resistere alle sfide ambientali inerenti l'impostazione del tetto. A Singapore, ad esempio, la maggior parte degli impianti di irrigazione richiede l'uso di fertilizzanti e pesticidi. A conti fatti, porre della vegetazione viva sui tetti degli edifici è spesso una pratica difficile e costosa. Esistono però delle alternative.

Le alternative
Una ricerca condotta a Puerto Rico ha scoperto che l'installazione di un sistema di raffreddamento passivo sul tetto, costituito da lastre di alluminio ondulato e strati di poliuretano, è in grado di ridurre i carichi di raffreddamento interno di ben il 79%. Allo stesso modo, uno studio condotto in Sri Lanka scoperto che l'installazione di lastre di copertura coibentata riduce la quantità di energia richiesta per l'aria condizionata. In termini di risparmio energetico, queste soluzioni possiedono almeno due vantaggi rispetto ai tetti verdi. In primo luogo, si basano su competenze ingegneristiche molto più diffuse e meno impegnative rispetto ai giardini pensili. In secondo luogo, sono in genere più facili da installare e mantenere, e richiedono investimenti di capitale relativamente più bassi. Soluzioni più idonee ai paesi in via di sviluppo.

[ Fonte: Casa&Clima.com ]

venerdì 15 luglio 2011

Un progetto al sole

L'Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico ( ANIT ) ha lanciato un concorso dal titolo "Un progetto al sole".

Il surriscaldamento estivo non è solo un problema di comfort ma sta diventando sempre di più una questione energetico ambientale.

In quest’ottica ormai le legislazioni nazionale e comunitaria evidenziano che non si può prescindere dal progettare e costruire tenendo conto del fabbisogno energetico estivo che ci ha portato negli ultimi anni ad installare impianti di condizionamento sempre più energivori.

In regime estivo l’edificio funziona in maniera non stazionaria e tutte le sue caratteristiche (geometria, localizzazione, orientamento, tipologie strutturali, caratteristiche distributive interne,..) influiscono sull’andamento delle temperature negli ambienti abitativi.

L’iniziativa ha l’obiettivo di incoraggiare i progettisti a migliorare i livelli di isolamento termico e adottare soluzioni progettuali che garantiscano maggiore efficienza energetica nel periodo estivo.

L’idea di premiare un edificio efficiente nel periodo estivo nasce anche dalla scelta della location per il secondo congresso ANIT che si terrà in Puglia e che si concluderà proprio con la premiazione del vincitore e presentazione del progetto migliore.

I criteri di valutazione terranno conto non solo delle caratteristiche progettuali ma anche delle difficoltà climatiche effettive.

L’obiettivo del concorso è quello di promuovere edifici energeticamente efficienti sia dal punto di vista invernale che estivo mettendo in luce esempi di buone prassi progettuali e soluzioni innovative realizzabili.

L’iscrizione al concorso deve avvenire contestualmente alla consegna degli elaborati entro prossimo 15 settembre 2011. La premiazione a chiusura del Concorso avverrà in occasione del 2° Congresso Nazionale ANIT che si terrà in Puglia il 13 - 14 ottobre 2011.

Il vincitore verrà omaggiato dell’associazione ANIT 2012 e di una quota di partecipazione al Congresso durante il quale potrà presentare il suo progetto. Infine il progetto vincitore verrà pubblicato sul numero della rivista Neo-Eubios di dicembre 2011


[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 8 luglio 2011

Architettura, paesaggio, interni

Plastici, film, disegni e fotografie al MACRO Testaccio di Roma per raccontare attraverso una mostra il lavoro di uno tra i più entusiasmanti studi di progettazione del nord Europa: Snøhetta.




Fondato a Oslo più di 20 anni fa da cinque giovani architetti (tre norvegesi, un austriaco e un americano) lo studio, che porta il nome di una delle cime più alta della Norvegia, ha vinto il Premio Mies Premio Mies van der Rohe 2009 con il progetto del Teatro dell’Opera di Oslo.




La rassegna, intitolata “SNØHETTA, architettura – paesaggio – interni” sarà visitabile a partire da oggi 8 luglio, fino al prossimo 14 agosto.



Al centro dell’esposizione una selezione di 5 progetti: la Biblioteca di Alessandria d’Egitto, l’Opera House di Oslo, il King Abdulaziz Centre for Knowledge and Culture in Sud Arabia, il Padiglione del Memoriale dell’11 Settembre a New York; e la “tromba” in membrana plastica ideata come padiglione smontabile per il più importante festival di jazz in Norvegia.



Contestualmente alla mostra monografica sul lavoro di Snøhetta è visitabile presso il MACRO la rassegna fotografica “Area Norway. Mellom himmel og jord/Tra terra e cielo”.




A dispetto della sua estensione enorme, la Norvegia si impone come sistema a rete in grado di far parlare anche gli angoli più reconditi del paese. Complice sicuramente l'ambizioso progetto di valorizzazione di 18 nuove strade panoramiche che si snodano in alcuni dei più suggestivi e iconici paesaggi norvegesi, evocando e mettendo insieme non solo natura e architettura, ma anche pittori e scrittori che di alcuni di quei luoghi hanno contribuito a costruire il mito (basti pensare a quelli fissati nelle descrizioni del Per Gynt di Ibsen o all'iconico paesaggio immortalato da Harlad Solhberg nel suo 'Vinternatt i Rondane' - Notte invernale a Rondane -). “Area Norway” presenta infatti il lavoro di oltre venti studi di architettura norvegesi: da Knut Hjeltnes a Carl-Viggo Hølmebakk, da Reiulf Ramstad a Jensen&Skodvin, da Space Group a BKARK, e tanti altri ancora, molti dei quali poco noti in Italia. Eredi, in modo diverso, della lezione di Sverre Fehn, il grande maestro recentemente scomparso, ma anche di Wenche Findal, Christian Norberg Schulz e, soprattutto per le generazioni dei più giovani, della capacità tutta nordica di saper coniugare locale e globale con estrema libertà e ironia, sfruttando al meglio le possibilità offerte da un paese che ha sempre creduto nell’investimento sui giovani e nella promozione dell’architettura.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 24 giugno 2011

Design che viene da lontano

In occasione dell’anno culturale della Cina in Italia promosso dal Ministero per la Cultura Cinese, IGAV (Istituto Garuzzo per le Arti Visive, Torino), UCCA (Ullens Center for Contemporary Art, Pechino), Triennale Design Museum e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte presentano la mostra China New Design.

Dopo due cicli dedicati al nuovo e giovane design italiano, gli spazi del MINI&Triennale CreativeSet presentano un focus dedicato al New Far East Design, con una serie di mostre sul design orientale contemporaneo, che rappresentano la prima di una serie di finestre sul mondo per indagare e analizzare lo sfaccettato panorama del nuovo design internazionale.

China New Design, a cura di Jérôme Sans, direttore dello Ucca e già curatore e cofondatore del Palais de Tokyo a Parigi, e Cui Quiao, direttore generale della Sezione Cultura e Educazione dell’UCCA, propone una selezione dei più interessanti lavori dei designer cinesi contemporanei, in molti casi inediti per l’Italia. Il progetto non fa solo riferimento al design, ma il tema vero è la cultura delle giovani generazioni cinesi.

Ne emerge un panorama ricco e variegato, che parte dal furniture design fino ad abbracciare nuove forme di comunicazione, dal fashion design al design del gioiello, dalla grafica alla multimedialità fino ai complementi d’arredo e all’oggettistica. I pezzi esposti spaziano da autoproduzioni a produzioni in grande serie, da oggetti artistici a altri prettamente industriali.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 17 giugno 2011

Casa D

Casa D, progettata da Duilio Damilano (Damilanostudio architects) si sviluppa su un terreno in leggera pendenza che ha dato il pretesto per sviluppare la casa su due livelli, connessi da un piano ammezzato.






L'ingresso alla casa presenta un curioso scorcio sulla zona pranzo, collocata nell'appendice sud-est dell'edificio. Dal soggiorno un'ampia vetrata si apre sul giardino e sul portico esterno, rialzato rispetto alla quota della piscina. Ampi gradoni esterni che seguono il naturale declivio del terreno, collegano il pranzo estivo al bordo vasca e ancora al prato collocato alla quota più bassa, sul quale si affaccia la zona benessere.



Il livello ammezzato dell'abitazione è costituito dalla biblioteca a doppia altezza, che separa la zona giorno dalla zona notte. Data la passione per la lettura dei committenti, la biblioteca è stata concepita come il fulcro della casa, sala relax a diretto contatto con l'acqua, elemento vibrante ed evocativo.Sotto alla vetrata del soggiorno un'altro taglio illumina la zona giochi dei ragazzi. Setti in pietra fossile, racchiudono la biblioteca entrando nel soggiorno senza interruzione di continuità.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 10 giugno 2011

Vendo Casa per uscire dalla crisi

Alla luce della crisi economica che sta colpendo tutti i settori commerciali e quello immobiliare, in particolare, ci si chiede quali siano le soluzioni migliori per uscire da questo periodo di stagnazione.


È indubbio che questo momento può comportare l’inflazione del mercato, dovuta all’eccessiva offerta e dalla quantità di invenduto, e, di conseguenza, al blocco degli investimenti che sono il volano per far ripartire l’economia.



Nell’attesa che qualcosa cambi a livello nazionale ed europeo, vi sono delle attività condotte da società private che si pongono l’obiettivo di fornire un contributo pratico al rilancio di questo settore.



Una tra queste è quella proposta dallo staff di specialisti di Interior-relooking con il servizio di consulenza denominato Vendo Casa.

Scopo di questa iniziativa è di creare le giuste condizioni che consentono di rendere più gradevole l’immagine dell’abitazione posta in vendita. L’idea di fondo nasce dal presupposto che lo stato dell’immobile influisce sulle scelte dei potenziali acquirenti che, all’atto della visita, dovranno fare uno sforzo considerevole per immaginare lo spazio vestito con un’altra pelle o le eventuali varianti da apportare per migliorarne la funzionalità.



L’attività di Interior-relooking, si distingue in tre fasi: sopralluogo degli architetti, redazione di un book con l’indicazione delle possibili soluzioni per rendere più appetibile l’alloggio ed infine l’elaborazione del project book. Quest’ultimo documento sarà consegnato ai probabili clienti, in occasione del sopralluogo per dare modo di scoprire le potenzialità dell’investimento.



L’offerta, sempre secondo una linea low cost, si rivolge non solo ai privati, ma anche alle agenzie per gli immobili in portafoglio. A fronte di questo settore, riservato ai privati ed alle agenzie, fa eco quello delle società di costruzioni.Le imprese sono le prime ad evidenziare lo stato di salute del mercato immobiliare in base alla difficoltà di commercializzazione delle unità residenziali ed ai tempi di vendita più lunghi rispetto a quelli di qualche tempo fa.



Un metodo per favorire il mercato delle vendite è di avere una conoscenza più approfondita del territorio, delle tendenze, della storia, e delle necessità di quell’area in funzione di quanto si propone.



La Erif Real Estate, società di costruzioni, ha lanciato nel 2008 un progetto definito Cantiere Venduto, nato inizialmente per commercializzare le proprie realizzazioni, per poi estendere nel 2010 questa attività anche a terzi.
Questa soluzione permette, con una analisi del territorio e del mercato locale, condotta in Due Diligence, di pianificare adeguatamente gli interventi immobiliari adatti alle esigenze riscontrate, e di correggerne lo sviluppo ancora prima di mettere in vendita gli immobili.
In seguito l’attività del singolo cantiere viene commercializzata utilizzando il web e la comunicazione per aumentarne la visibilità.Gli esiti di questa forma produttiva hanno ottenuto risultati promettenti fin dall’inizio, con una notevole quantità di contatti via web, cosa che ha incoraggiato l’apertura di questo progetto anche a società terze. L’obbiettivo di immaginare gli ambienti già completi in ogni sua parte e di fornirne una lettura semplice, è un aspetto riservato anche ad altre categorie di utenti.A questo scopo lo Studio Nomade Architettura di Milano, offre un servizio di consulenza (Relooking), a prezzi contenuti e chiari a metà strada tra il design e l’architettura.

Questa attività, rapida e qualificata, è rivolta in particolare a professionisti impegnati e con poco tempo a disposizione per rivisitare gli spazi interni del proprio ambiente o per giovani coppie intente a ristrutturare l’alloggio con poca spesa.La consulenza è gestita in modo da offrire al cliente un book, provvisto di piante e viste in 3D ad effetti realistici, che consente di far percepire l’aspetto finale dell’ambiente, l’utilizzo funzionale degli spazi interni e l’effetto estetico dell’intervento.Questo servizio low-cost, pone il concetto di una architettura democratica aperta a tutti



Per informazioni consultare i seguenti siti:
http://www.interior-relooking.it
http://www.erif.it
http://www.nomadearchitettura.com/relooking

[ Fonte: Lavorincasa.it ]