venerdì 10 settembre 2010

Marina Bay Sands: grande opera architettonica

Sdraiata sulla chaise longue nella mia camera al 19° piano ieri, quando sono arrivata, mi sono incantata. Lo skyline della baia di Singapore si srotola elegante lungo la vetrata a tutta parete, nitido nonostante l'umidità al 90% che regna fuori da questo bastione dell'aria condizionata.
Pulito, essenziale, il design delle camere dell'hotel quasi nasconde il lusso che ci circonda e che salta fuori quando apri un cassetto e spuntano diversi servizi di bicchieri per gustare ogni tipo di vino, oppure nella vasca di stile, fuori terra, che sembra galleggiare nell'enorme bagno con accanto una doccia in cui entrerebbero comodamente tre persone.
La hall è impressionante e sottolinea tutte le 11mila tonnellate d'acciaio che l'architetto Moshe Safdie ha usato per costruire questo complesso di entertainment multi-integrato: hotel, casinò, shopping mall di 300 negozi di alta gamma, centro convegni, museo e due isole nella baia, ancora non terminate, in cui troveranno posto tra l'altro il più grande flagship store dell'Asia di Louis Vuitton, in parte sommerso e raggiungibile anche da un tunnel sottomarino.





Sviluppato dal colosso dell'entertainment e del real estate Las Vegas Sands Corporation
, il Marina Bay Sands Singapore è già il più grande resort dell'Asia, la prova concreta che il governo di Singapore - dopo aver dato impulso alla finanza, aver istituito un efficiente sistema scolastico, aver dato una casa a tutti e ridotto il tasso di disoccupazione praticamente a zero - ora vuole puntare sul turismo e sulle esposizioni internazionali. Situato nel cuore della City e di fronte alla Marina, l'hotel è costituito da tre torri di 55 piani, con 2.560 stanze di lusso, 230 con maggiordomo privato.
Sopra alle tre torri è appoggiata e sembra navigare nel cielo un'enorme "barca" che ospita il Sands SkyPark, un ettaro di superficie e una lunghezza superiore all'altezza della torre Eiffel, con giardini tropicali, un osservatorio e la più grande piscina infinity (150 metri) costruita a 200 metri d'altezza. Intanto i negozi in via di apertura fanno il pieno di compratori, che escono carichi di abiti firmati, e fanno la fila per entrare da Bulgari. Sono oltre 300 i negozi di alta gamma, tra cui spiccano (anche se per alcuni i lavori sono ancora in corso) Cartier, Chanel, Ferragamo, Gucci, Franck Muller, Hermès, Prada, Yves Saint Laurent e la lista continua quasi all'infinito. Cenare al Marina Bay Sands sarà poi un'esperienza da gourmet appena i 50 ristoranti avranno aperto, ma in particolare l'offerta punta sulle celebrità della cucina: Daniel Boulud (New York), Wolfgang Puck (Los Angeles), Santi Santamaria (Barcellona), Guy Savoy (Parigi) e Tetsuya Wakuda (Sydney): ognuno di loro avrà un proprio ristorante, un vero e proprio tempio per soddisfare la domanda degli asiatici e degli europei di passaggio.
Sta per essere terminato poi il bellissimo museo a forma di fiore di loto che ospiterà il museo dell'arte e della scienza ed entro dicembre apriranno i due teatri, per circa 4mila posti, e debutterà dopo il successo a Broadway il Re Leone. Il centro eventi all'aperto ospita fino a 10mila persone e il convention center è il più grande dell'area del sudest asiatico, con 120mila metri quadrati di spazi, 45mila posti, in grado di ospitare un banchetto di 6.600 invitati e con la più grande sala da ballo dell'Asia. Nella baia sorgerà, oltre all'isola di Louis Vuitton, il celebre night club dell'attore Bruce Willis. Infine, ma non ultimo perchè sarà lui a garantire i primi alti flussi di denaro fresco, il Casinò. Un'area di 15mila metri quadrati, più di 600 tavoli da gioco e 1.500 slot machine, tutto già perfettamente funzionante: e fa impressione vedere quanti Bancomat ci sono all'ingresso, una sfilata continua di macchine da cui prelevare contanti. Un'attenzione particolare viene riservata ai "grandi giocatori", perchè come ha detto oggi il presidente di Las Vegas Corp. Sheldon G. Adelson (che proprio oggi festeggia il 19° anniversario di matrimonio): «Gli orientali hanno una vera e propria propensione naturale al gioco d'azzardo». Quindi un'area denominata Paiza è riservata a giocatori che rispondono a precisi requisiti e a cui saranno riservate anche 30 sale da gioco private.
La testa gira, quando si entra: sarà il rumore dei soldi o l'enorme lampadario Swarovski appeso a 40 metri da terra, con 132mila cristalli e 16.500 punti luce appositamente realizzati in Corea?
Provare per credere. Perchè Singapore, che già offre un inebriante mix di culture, religioni e tradizioni, ora diventerà, come ha detto Adelson, «un luogo in cui la gente verrà da tutto il mondo per vedere con i propri occhi questa meraviglia dell'architettura e del divertimento».

[ Fonte:
www.luxury24.ilsole24ore.com ]

venerdì 3 settembre 2010

Cersaie 2010: "Costruire, abitare, pensare"

Convegni, incontri e seminari per approfondire i temi dell’edilizia sostenibile, ma anche le grandi trasformazioni sociali e culturali che vanno di pari passo con un nuovo modo di fare architettura.


”Il luogo – scriveva il filosofo Heidegger – è quel punto di convergenza, di riunione e di raccoglimento in cui, come nella punta acuminata di una lancia, in virtù di una irresistibile attrazione, lo spazio si concentra”. Le nostre città sono ancora un luogo? E le nostre case? È pensabile immaginare un futuro per l’edilizia senza tenere conto dei grandi cambiamenti culturali, economici, sociali e ambientali che hanno caratterizzato questo primo decennio del XXI secolo? Domande ”esistenziali”, come la corrente di pensiero del grande filosofo tedesco, eppure estremamente concrete, che trovano realizzazione nei dettagli, nel progetto di un’abitazione, nella pianificazione urbanistica, nei sistemi per l’efficienza energetica.
Anche una ‘’semplice”
piastrella può dirci molto su luoghi e non luoghi, dalla quantità di creatività e design incorporati in essa alle ”prestazioni” in termini di sostenibilità ambientale realizzabili grazie a un suo ampio utilizzo in architettura.
Questo il presupposto del ciclo di convegni e seminari ”Costruire, abitare, pensare”, che va in scena a Cersaie dal 28 settembre al 2 ottobre. Possibili risposte, punti di vista inediti, ”visioni” sul presente e sul futuro dell’edilizia – e della ceramica in edilizia – sono affidate a protagonisti di fama mondiale, nella scienza dell’architettura e non solo.
Tre, in sostanza, i filoni degli incontri, a cominciare dall’ultimo, grande interrogativo a cui tutti gli operatori del settore sono chiamati a dare una risposta: si chiama ”ambiente”, e si traduce ”edilizia sostenibile”. Prende le mosse da questo concetto l’insieme di incontri in materia di sostenibilità ambientale, con focus – affidati ad esperti ed accademici – sulle proprietà intrinseche della piastrella ceramica e sul suo potenziale contributo in termini di prestazioni ambientali dell’intero edificio. Quindi un approfondimento sul ruolo di ricerca e innovazione per rendere competitiva la sostenibilità, ma anche viceversa, cioè considerando la sostenibilità ambientale come un fattore decisivo rispetto all’incremento di competitività.
Da case, alberghi ed edifici sostenibili si passa quindi al secondo filone che anima la kermesse bolognese, cioè il ruolo dell’edificio e degli elementi che lo compongono nella società odierna. Una società profondamente cambiata rispetto a pochi anni fa: quale modo migliore di approfondire questi mutamenti se non partire dagli stili di vita, dalle nuove modalità di fruizione del tempo libero? È qui che si situa il focus sul futuro dell’accoglienza turistica e, per analogia, dell’offerta ricettiva – fatta di edifici, ma anche di un territorio in cui questi edifici si situano – per passare poi a un’analisi degli spazi urbani, di quelli ultra-moderni che il filosofo Augè aveva accusato di essere nient’altro che non-luoghi, come i centri commerciali, e che oggi, al contrario, sono sempre meno un luogo dove fare soltanto la spesa e sempre più una nuova ”piazza”, un micro-cosmo in cui soddisfare anche – se non soprattutto – le esigenze complementari.
Luoghi urbani, luoghi domestici. Se cambia la città, e il modo di pensarla, viverla, costruirla, molto probabilmente cambieranno anche le nostre case. Una nuova modalità di abitare - per la verità già ”di moda” in molte aree del Nord Europa – che si chiama ”social
housing”, ridefinendo alla radice il concetto di privato e di pubblico, di familiari ed estranei, con tutte le conseguenze in termini di arredamento, struttura dell’abitazione, struttura e caratteristiche dei ”nuovi” quartieri. Insomma, grandi trasformazioni urbane che riflettono un più ampio mutamento culturale.
Questo il terzo filone di incontri, che ambisce ancora una volta a far comunicare architettura e cultura, la città e la narrazione della città. Il luogo, infatti, non può esistere senza una buona storia: come raccontiamo le nostre città, le nostre case, come le raccontano gli ”altri” sarà un buon punto di partenza anche per chiedersi cosa è cambiato davvero, negli ultimi due anni, nella nostra società, anche alla luce del grande stravolgimento subito dall’economia mondiale. Raccontare il presente, insomma: un modo per porre la prima pietra del nostro futuro, dei ”luoghi” che verranno.

Per l’accredito agli eventi Cersaie 2010 registrarsi sul sito
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Ufficio Stampa Cersaie
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[ Notizia tratta da Mondocasablog.com ]

venerdì 23 luglio 2010

Premio Internazionale Ischia di Architettura 2010

Si è aperta ieri, 22 luglio 2010, presso l’Anfiteatro di Villa La Colombaia a Ischia (Na), la tre giorni del Premio Internazionale Ischia di Architettura (PIDA) 2010.

A dare il via all’evento è stata la conferenza dal titolo “Architettura, umanità e sostenibilità”, tenuta dagli architetti americani Bernard Cywinski e Peter Bohlin, dello studio BCJ, vincitori della sezione internazionale del Premio 2010. Il duo è stato lodato dalla giuria “per la sensibilità dimostrata, in oltre quarantacinque anni di attività, nell’impiego innovativo dei materiali, nella ricerca artigianale dei sistemi di costruzione e nell’attenzione per l’ambiente. Tematiche esplorate molto prima che il termine sostenibilità entrasse a far parte del lessico comune”. Tra le realizzazioni più famose,
il "Cubo" dell'Apple Store sulla Fifth Avenue di New York, il Liberty Bell Center di Philadelphia, i parchi nazionali americani quale il Teton National Park, le ville di Bill Gates, gli studios di Pixar, gli uffici di rappresentanza di Adobe a San Francisco, alcuni dei negozi Apple nel mondo, oltre a quello di New York, quello di Soho a Manhattan, quello di Regent Street a Londra, e quello di Ginza a Tokyo.
Il concorso internazionale, dedicato a strutture turistiche di qualità realizzate in Italia è stato vinto dall’arch. Enrica Mosciaro con l'
Hotel Mod05 in provincia di Verona. Seconda classificata l’arch. Michela Genovese con "Antico Pastificio" in Stigliano (Matera), mentre la “medaglia di bronzo” è spettata ex aequo all’arch.Vito Corte con l’Hotel "La Gancia" a Trapani e all'architetto Angelo Vecchio con l’Hotel "La Zagara" a Santa Venerina.
Il PIDA alla carriera è stato assegnato all’arch. Patricia Viel dello studio Antonio Citterio - Patricia Viel and Partners, per le prestigiose opere realizzate nel mondo del turismo, tra le quali: Bulgari Hotels & Resorts (Bali, 2003-2006); Bulgari Hotels & Resorts (Milano,2001-2003); Barvikha Hotel & SPA (Mosca, 2005-2009), Cooper Square Hotel (New York City, 2005-2009).
Stefano Bucci, redattore delle pagine della Cultura del Corriere della Sera, ha meritato il PIDA al giornalismo per il contribuito profferto nella promozione dell’architettura. Mentre Moreno Maggi è vincitore del PIDA alla fotografia “per il modo di raccontare l’architettura, di scoprire la sua anima, la sua natura, ricercando dettagli e particolari che la possano e sappiano svelare”.
Oggi, venerdì 23 luglio 2010, alle ore 19.00 presso l’Anfiteatro Villa La Colombaia Forio si terrà il dibattito “Architettura e felicità”, con Stefano Bucci, Premio PIDA per il Giornalismo di Architettura 2010. Modera Daniele Rotondo (giornalista RAI), introducono arch. Alessandro Castagnaro (presidente ANIAI) e arch. Antonello Monaco (presidente ISAM). Intervengono: Stefano Bucci (redattore Corriere della Sera – premio PIDA giornalismo), Patricia Viel (studio Antonio Citterio-Patricia Viel – premio PIDA alla carriera), Luigi Prestinenza Puglisi (presidente AIAC_presS/Tfactory) e Giovanni Hoepli (Hoepli editore).
Nella stessa location, sabato 24 luglio, alle ore 18.00, saranno inaugurate due mostre. La prima presenta i progetti vincitori del premio PIDA, la seconda, intitolata "Punti di vista. Scorci di architettura con Moreno Maggi", raccoglie alcuni scatti del Premio PIDA per la fotografia di Architettura 2010. Interverranno Moreno Maggi e i vincitori del premio PIDA. Più tardi, alle ore 20.30, l'evento si sposterà presso l'Albergo della Regina Isabella Lacco Ameno, dove si terranno cena di gala, premiazioni e raccolta fondi.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 16 luglio 2010

Architettura 2010 a Varese

La mostra “Diploma 2010. Trasformazioni architettoniche e urbane nella città di Varese” conclude oggi la sua prima tappa presso la Galleria dell’Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera) e dà appuntamento a dicembre 2010 in quel di Varese, nella location di Villa Baragiola.

Dopo Padova (2005), Venezia (2006), Olten (2007), la cosiddetta Città Ticino e la nuova linea ferroviaria dell’AlpTransit (2008) e Losanna (2009), territorio di analisi e riflessione per i giovani diplomandi dell’Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) è stata la città di Varese, che riceverà in dono circa 110 proposte.

I siti per i quali gli studenti hanno elaborato i loro progetti sono stati individuati con il supporto degli amministratori e dei tecnici del comune e riguardano il Lago di Varese, le Stazioni ferroviarie, le ex Industrie aeronautiche Aermacchi, Piazza Repubblica, il Cimitero di Belforte, Palazzo Estense e Piazzale Staffora.
Beninteso, si tratta di esercitazioni didattiche contenenti idee senza pregiudizi e con una certa audacia per provocare un dibattito.

L’esposizione costituisce un’opportunità per riflettere e ripensare la città di Varese, portando all’attenzione di tutta l’Accademia, delle autorità e del pubblico il dibattito su una città che si trasforma. Si tratta, insomma, di una mostra-vetrina dell’attività didattica di Mendrisio che illustra quanto si produce nella scuola, focalizzando l’attenzione sulla ricchezza e la diversità degli approcci e dei metodi adottati nei diversi atelier.

La Galleria ospita sezione introduttiva della mostra con i modelli delle varie aree e delle proiezioni d’immagini; nella lobby sono invece accolti i modelli di tutti gli studenti.

E se i lavori di diploma saranno oggetto di un’ampia esposizione a Varese a fine anno, già fervono i preparativi per la prossima edizione, che interesserà la città di Londra, sotto la direzione di un altro autorevole professore-architetto dell’Accademia di Mendrisio, Jonathan Sergison.
Sergison, che ha lavorato con David Chipperfield e con Tony Fretton e che nel 1996 ha fondato uno studio a Londra con Stephen Bates, guiderà gli studenti alla scoperta della capitale inglese, una città multiforme e tentacolare. Fonte: Ufficio Stampa Accademia di Architettura di Mendrisio.


[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 9 luglio 2010

Serpentine Gallery: location internazionale di sperimentazione architettonica

Apre domani al pubblico il padiglione 2010 della Serpentine Gallery londinese.
Il padiglione-simbolo dell’appuntamento annuale con la celebre manifestazione artistica sarà ospitato nei Kensington Gardens della capitale britannica fino al prossimo 17 ottobre.

Oramai diventata location internazionale di sperimentazione architettonica, la Serpentine Gallery segue una lunga tradizione che vuole come autore del progetto un architetto di fama internazionale che, al momento dell’invito, non abbia ancora ultimato un’opera nel Regno Unito.
La firma scelta per quest’anno è di Jean Nouvel, che ha immaginato una struttura dalle audaci geometrie color rosso vivo. Lunedì pomeriggio l’architetto francese sarà alla Serpentine Gallery per spiegare al pubblico le sue scelte progettuali. La struttura disegnata da Nouvel propone una combinazione di materiali leggeri e spettacolari strutture metalliche a sbalzo. Il tutto immaginato nella vivace colorazione del rosso – che a Londra contraddistingue le cabine telefoniche, le cassette della posta e gli autobus urbani – in contrasto con il verde naturale del parco. Una parete autoportante di 12m presenta una inclinazione che sembra voler sfidare la legge di gravità. Dotata di un’ampia copertura retrattile, la struttura consente una sistemazione versatile degli spazi interni ed esterni.

“È un privilegio – commenta il direttore di Arup David Glover – poter dare il nostro contributo anche quest’anno nella progettazione del padiglione. L’impegno di Arup per il Serpentine Pavilion è testimonianza di quanto crediamo nel progetto nonché dell’esperienza positiva che la nostra squadra ha potuto vivere lavorando al fianco dei più bravi architetti contemporanei.
Lo studio Ateliers Jean Nouvel è rinomato per un approccio alla progettazione rigoroso e contestuale che comporta l’apprezzamento di tutte le sue architetture.
Senza dubbio il padiglione di qest’anno non sarà un’eccezione”.

[ Fonte: Archiportale.com ]

venerdì 25 giugno 2010

Livin’, la svolta estetica e concettuale per un benessere su misura

Interprete d’ eccezione del wellness contemporaneo, Glass conferma il suo ruolo presentando Livin’, ultima dimensione progettuale dell’ Azienda.

Soluzioni di ambienti, vasche, docce, spa, hammam, saune, in un ventaglio che valica i confini tradizionali del bagno e si apre ad altre aree dell’ abitare. Spazi nuovi che racchiudono infinite possibilità progettuali, d’ arredo ma sopratutto di personalizzazione.

L’ importanza e l’ attenzione ad un approccio ‘’sartoriale” di Glass nella creazione delle sue collezioni rende Livin’ un universo unico nel suo genere: un benessere ”tagliato su misura” che offre all’ architetto e al progettista l’ occasione per combinare elementi diversi dando vita a soluzioni di forte impatto estetico, grande flessibilità, integrabili ad hoc nell’ ambiente circostante.

Lo spirito di Livin’ si esprime quindi in una commistione di forme emozionali che rivoluziona con eleganza l’ ordine tradizionale: elementi chiave del bagno possono migrare in spazi letto o aree living, mentre complementi fanno il loro ingresso in questo ambiente modificandone il senso.

La proposta di Glass prende corpo da una ridefinizione del senso e del segno. Da qui la scelta di affidarsi alla collaborazione creativa di designers di fama internazionale ed emergenti: maestri della materia, pronti ad influenzare con le loro idee ed il loro inimitabile stile, la realizzazione delle collezioni Livin’, prime tra tutte Allos, Beyond e Concrete.

Con Livin’ Glass sottolinea ancora una volta la volontà di ampliare ed arricchire il proprio percorso in modo trasversale. Alle originali soluzioni per vasche idromassaggio, box doccia e minipiscine proposte nel concept Waterart, da sempre core competence dell’ azienda opitergina, Glass ha saputo affiancare le eleganti e versatili chiusure doccia Decor, imponendosi in breve tempo come punto di riferimento nel mercato.

La florida partnership commerciale con VitrA, leader nel settore ceramico – sanitario, rappresenta un ulteriore segnale dell’ apertura al confronto con esperienze diverse e dei continui stimoli creativi per il raggiungimento di obbiettivi di crescita sempre più ambiziosi.

[ Fonte: Mondocasablog.com ]

venerdì 18 giugno 2010

Home Staging: l'arte di valorizzare le proprietà immobiliari

Approda in Italia dagli Usa l’ Home Staging, ovvero l’ Arte di valorizzare le proprietà immobiliari, migliorandone l’ immagine in modo da favorirne la vendita o la locazione in tempo più breve.

Il mercato immobiliare italiano sta attraversando un periodo di debacle, forse non è tutta colpa della crisi. Una certa responsabilità è anche dei proprietari di casa che mettono in vendita immobili trascurati e poco appetibili. In aiuto dei venditori ‘’senza speranza”, che non riescono da mesi a concludere l’ affare, arriva in Italia l’ home staging, capace di rendere carino anche il sottotetto più squallido.

C’ è addirittura sui canali di Sky un reality show americano che promuove questo servizio mandando una settimana in ferie i proprietari di case che da mesi non riescono a vendere.
Al loro ritorno ritrovano un ambiente completamente diverso, ed in brevissimo riusciranno a vendere i locali.

L’ home stager non è né un agente immobiliare né un architetto, ma un professionista del restyling che attraverso il buon gusto renderà accogliente qualsiasi appartamento con costi che vanno dai 250 al 3% del prezzo di vendita. Ovviamente il proprietario pagherà il contributo all’ Home Stager solo alla vendita.

ntanto a Roma sono partiti alcuni corsi per queste figure professionali e si prevede un vero ”boom” almeno per le città. Di solito chi vende un immobile non ha voglia di spenderci dietro risorse economiche, ma da quello che dicono questi nuovi Studi di restyling, è un comportamento sbagliato, perché la mancata vendita costa molto di più in termini di tempo, tasse, utenze.

Quella del semplice agente immobiliare che mette in contatto domanda e offerta è una figura che non basta più – sottolineano sempre gli Home Stagers – e soprattutto potrà essere vero in particolari contesti.
Del resto loro dicono che la vendita o la locazione di un immobile dipendono essenzialmente da 5 fattori:
1) Location 2) Prezzo 3) Andamento del mercato 4) Condizioni dell’ immobile 5) Aspetto ed è sugli ultimi due punti che questi nuove figure professionali fanno leva. Piccoli trucchi che solo un professionista preparato riesce però a suggerire.

Non bisogna essere architetti né arredatori d’ interni. È necessario però avere occhio per le proporzioni e senso dello spazio. Quindi ad agenti immobiliari e a tutti coloro che hanno attitudine per la progettazione di un interno domestico una nuova opportunità.
Da una semplice passione sarà possibile avviare una professione.

[ Fonte: Anama – Gian Luca Burattelli - Tratto da Mondocasablog.com ]

venerdì 11 giugno 2010

Milano aperta 2010

Urban Center Milano e Associazione Interessi Metropolitani vi invitano alla scoperta di edifici e quartieri della città.

MILANO APERTA 2010
LE NUOVE ARCHITETTURE


Tre sere per scoprire le eccellenze dell'architettura milanese:
Giovedi 10 giugno /Strutture di servizio e terziarie. Niguarda i nuovi padiglioni - Affori Centre - Belvedere Grattacielo Pirelli
Giovedi 17 giugno / Editoria e innovazione. Nuova sede RCS via Rizzoli - Headquarter IBM - Nuova sede 3M Italia
Giovedi 24 giugno / Moda e creatività.Richard Ginori quartiere ex industriale - Tortona 37 - Showroom Ermenegildo ZegnaLe partenze sono sempre da Largo Cairoli alle ore 19.00.

Il rientro è attorno alle 22.30.

Contatti
La partecipazione è gratuita ma è richiesta la prenotazione presso: Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele II dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00
Tel 02.884.56806
milanoaperta@aim.milano.it

Link
www.aim.milano.it

venerdì 4 giugno 2010

Green Factor. Fare e informare sostenibile

Mostra concorso di progetti, prodotti o servizi, realizzati da imprese o progettisti trentini.

Qual è il prodotto o progetto che ha davvero il “Green Factor”?
Quale la realizzazione o l’idea che si distingue come innovativa nel settore dell’edilizia sostenibile, delle energie rinnovabili o della mobilità alternativa?
Lo dirà un concorso indetto da Habitech che si concluderà il 18 giugno con la cerimonia di premiazione.

Green Factor. Fare e informare sostenibile”: questo il titolo del bando di concorso promosso e organizzato da Habitech - Distretto Tecnologico Trentino. Partner dell’iniziativa sono Trentino Sviluppo, CEii Trentino (Centro europeo d’Impresa e di Innovazione del Trentino), la Casa Città - Laboratorio Urbano di Trento e Manifattura Domani.
Le aziende e i professionisti trentini sono chiamati a presentare i loro migliori prodotti d’avanguardia e idee progettuali, caratterizzati da un elevato standard di sostenibilità ambientale. I contributi selezionati parteciperanno alla mostra dedicata che si svolgerà nelle sale nobiliari di Palazzo Roccabruna a Trento, nell'ambito del Festival dell’Economia.

L'esposizione rimarrà aperta al pubblico dal 3 al 18 giugno 2010
, data della premiazione ufficiale.
Parte integrante del Festival dell’Economia, “Green Factor. Fare e informare sostenibile” offre al pubblico una messa a fuoco dello stato della green economy in Trentino. Spaziando dal design all’energia, dal green tech all’edilizia, l’esposizione informa in merito all’importanza di scelte sostenibili in una strategia territoriale di superamento della crisi e di rilancio dell’economia. L’iniziativa costituisce un’importante vetrina e un’occasione unica di scambio, confronto e conoscenza.

Habitech nel corso di questi tre anni ha riconosciuto nel Trentino un territorio attento e fertile, animato da molteplici attori economici, dalle imprese ai singoli professionisti, orientati fortemente verso la sostenibilità. Green Factor è l’occasione per dare rilievo e rappresentare questo volto del Trentino, attraverso i suoi migliori esempi e realizzazioni.
Il bando di selezione, scaricabile dal sito di Habitech mira ad individuare da un minimo di 8 sino ad un massimo di 15 iniziative di rilievo, tra idee progettuali e prodotti d’avanguardia. Possono partecipare imprese, consorzi, studi professionali di consulenza, architetti e ingegneri della Provincia di Trento.Gli interessati a concorrere dovranno accedere alla pagina web dedicata al progetto () e compilare e inviare l’apposito format entro il 30 aprile 2010.
Le imprese e i professionisti, la cui idea, prodotto o progetto saranno scelti, avranno la possibilità di esporre la propria attività all’interno dello stand allestito presso Palazzo Roccabruna per tutti i giorni di apertura della mostra, con oneri a carico di Habitech e dei Partner.

Durante l’esposizione tutti i visitatori potranno valutare i progetti e votare quello giudicato a proprio soggettivo giudizio il migliore. La premiazione avverrà il 18 giugno presso Palazzo Roccabruna. Habitech si riserva di valutare e di promuovere nelle future occasioni espositive a livello nazionale ed internazionale i prodotti, le idee e i servizi esposti nel corso dell’iniziativa che si siano distinti per un particolare pregio e merito.

Contatti
Ufficio Stampa:
Habitech – Distretto Tecnologico Trentino
Alessandra Amoroso 0464 443463
alessandra.amoroso@dttn.it - comunicazione@dttn.it
Elena Chesta 0464 443459
elena.chesta@dttn.it

Per maggiori info: www.habitech.it/greenfactor

[ Fonte: Archiportale.com ]