venerdì 15 aprile 2016

Fuorisalone 2016: dove andare


Un post sulla Design Week di Milano è d’obbligo, soprattutto per noi, che da anni siamo delle assidue frequentatrici del Fuorisalone.

Tra i nostri luoghi del cuore c’è senza dubbio le 5 VIE, un quartiere che partecipa solo da pochissimi anni al #fuorisalone ma è senza dubbio il posto che offre più spazi creativi ed è una bellissima vetrina per giovani designer.
LE 5VIE
Un consiglio: partite dal Garage Sanremo, headquater dei blogger Simple Flair, e perdetevi per le vie del quartiere, in particolare quelle di Via Santa Marta e Via San Maurillio.
Headquarter Simple Flair al Garage Sanremo

Installazione al Garage Sanremo
 
I negozi di design e d’abbigliamento in questo quartiere sono talmente belli che vale la pena anche solo vederli dalla vetrina!






 
 
Sulla strada verso la Statale abbiamo fatto tappa nello showroom di Davide Groppi, celebre design di illuminazione. Le sue proposte sono sempre tra le più innovative oltre che esteticamente belle. Negli ultimi anni Davide Groppi si è aggiudicato ( e meritato) numerosi Compassi d’Oro, il più autorevole premio mondiale di design.





Il talento inesauribile di Massimiliano Locatelli, fondatore dello Studio CLS, trasforma la bellissima Chiesa di San Paolo Converso, nel cuore di Corso Italia a Milano, in un luogo dedicato al design e un bellissimo omaggio alle iconiche lampade di Ingo Maurer.









LA STATALE
Le installazioni della Statale sono sempre magiche e di grande effetto- in parte è merito della straordinaria cornice.

Tra le più interessanti e particolari installazioni ci sono le case di Marco Ferreri.

L'Architetto italiano, ha interpretato il tema “Open Boarders” proponendo un modello di albergo diffuso dal basso impatto ambientale e dedicato ai nuovi pellegrini. La mostra espone 4 casette/albergo di circa 9metri quadri ciascuna, realizzate prevalentemente in legno e autonome dal punto di vista energetico.
Di seguito le installazioni che abbiamo amato di più:
 








 

BRERA DESIGN DISTRICT

Anche la storia del Brera Design District, come quella delle 5vie, è piuttosto recente ma già super viva e piena di creatività.

Un po’ per via della sua posizione centrale e un po’ perché nella zona sono presenti importanti negozi e showroom - Boffi,  Wall& Decò e Magis per citarne qualcuno- questo quartiere è da subito diventato un punto di riferimento durante la settimana del design.
Camerette per bambini NIDI

Camerette per bambini NIDI


Zona Tortona

Zona Tortona è senza dubbio il simbolo del #fuorisalone.

Qui trovate i più grandi nomi e multinazionali: fra capannoni riconvertiti, vecchie fabbriche - ora gioielli di design - show-room e studi creativi si respira ancora la stessa voglia di innovazione, lo stesso spirito creativo che l’ha resa famosa.


Noi il dj set del designer Karim Rashid al Magna Pars non volevamo proprio perdercelo.
 

 







 LA TRIENNALE

La Triennale di Milano in vicolo Alemagna dà la possibilità di visitare 11 ambienti immaginati da altrettanti protagonisti di oggi della cultura italiana della progettazione, tra grandi maestri e giovani autori, tra personaggi noti e altri che hanno preferito in questi anni una minore esposizione mediatica, senza mai diminuire la qualità del proprio lavoro.
 
Parliamo, tra gli altri di Andrea Anastasio, Umberto Riva, Elisabetta Terragni, ma soprattutto di Alessandro Mendini
 





 
Dal fuorisalone è tutto! Ora non vi resta che seguire i nostri consigli e buttarvi a capofitto nella settimana più frenetica di Milano.

venerdì 8 aprile 2016

Zona pranzo in cucina

Per noi italiani, che amiamo molto cucinare ma anche mangiare, la zona da pranzo è un luogo sacro!

Anche a noi capita che i clienti vogliano sfruttare il fatto che cucina, zona pranzo e soggiorno sono situati in ambienti adiacenti così “aprire” la zona pranzo verso il living creando un unico spazio, anche se parzialmente separato. Il precedente divisorio viene, quindi, demolito e sostituito da un serramento a tutta altezza, così da ottenere un effetto di apertura totale.

Esattamente come abbiamo fatto per il
progetto "Colibri'"  per garantire una continuità visiva tra i due locali, si opta per un infisso in vetro. La parte centrale è apribile e scorrevole. In questo caso le due ante laterali fisse non permettono l’apertura totale.


Dopo la ristrutturazione



Dopo la ristrutturazione



Planimetria Progetto Colibri'
Una bella alternativa alle porte scorrevoli, possono essere delle vetrate in vetro e acciaio come quelle nell'immagine sotto.

L'unico inconveniente: se per questioni di odori preferite chiudere la cucina, allora dovrete optare per la soluzione sopra, così da poter chiudere le porte ogni volta che lo si desidera.



By GM Cucine - More industriale cucina


Oggi la cucina all’americana è presente in circa il 70% dei progetti. Gli spazi in cui viviamo quotidianamente sono quindi sempre più aperti e si ha spesso a disposizione un’unica, grande stanza multifunzione che accoglie la cucina, la zona pranzo e il soggiorno.
 
Ma c'è ancora un 30% che vuole la zona pranzo in cucina.
 
Ecco qualche ispirazione per chi vuole una cucina abitabile?
 
Una cucina con isola ampia dove mettere più sgabelli proprio come se fosse una grande tavolo, oltre che un piano lavoro.

 
Residence M

By CHT Architects - More moderno cucina


Un tavolo rotondo o ovale occupa meno spazio rispetto ad uno tradizionale e si possono guadagnare più posti al tavolo.

 
IL TEMPO RITROVATO

By Claudia Pelizzari Interior Design - More industriale cucina


Un'idea che ci piace molto è quella di accostare un tavolo tradizionale all'isola della cucina!

 
Indian Queen Lane

Hi Tech Kitchen With Large Island

venerdì 1 aprile 2016

Un omaggio a Zaha Hadid


Zaha Hadid è un architetto assai controverso che per molti anni non ha costruito quasi nulla, nonostante i consensi della critica e i premi raccolti dai suoi progetti. E’ stato detto perfino che le sue opere non erano realizzabili.

Maxxi a Roma

Tuttavia, nel corso degli ultimi 10 anni, l’artista ha completato numerose strutture, tra cui il Rosenthal Center For Contemporary Art di Cincinnati ( definito dal New York Times come il “più importante edificio contemporaneo costruito in America dopo la Guerra Fredda”), il Museo della Scienza Phaeno di Wolsfang, in Germania, e l’edificio principale degli impianti di assemblaggio della BMW a Lipsia.

Hadid, famosa in tutto il mondo per le sue audaci e avveniristiche proposte, si è saldamente affermata come uno dei principali protagonisti dell’architettura internazionale. 



Una pagina del libro dedicato a Zaha Hadid
 
Nata a Baghdad e crescita a Londra, dove ha sede il suo studio, Hadid ha proposto architetture rivoluzionarie per più di 30 anni.

All’età di 22 anni ha iniziato a studiare architettura presso l’Architectural Association di Londra. Sette anni più tardi, nel 1979, ha aperto il suo studio a Londra. Ma, per via dei suoi disegni radicali, ha dovuto faticare per oltre un decennio prima di ottenere una commissione.

Le sue opere spaziano i continenti: da Dubai a Guangzhou e ovviamente in Italia.

Tra le opere realizzate nel nostro Paese, infatti, non possiamo dimenticare il Maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, e la Residenza a CityLife a Milano.



Residenza Citylife


Qui un tour virtuale all'interno dei meravigliosi appartamenti della Residenza


In questo personale omaggio ad un grande architetto come lei, non possiamo non citare due dei luoghi che più amiamo di Londra.

Serpentine Pavillion, che proprio lei aveva inaugurato nel 2000 e che è stato il primo di una lunga serie di padiglioni estivi della Serpentine Gallery che ogni anno viene progettato da un diverso architetto. Per l’occasione Zaha Hadid aveva progettato un lieve baldacchino a triangoli che sommessamente reinventava l’idea dei tendoni da giardino

 Storia più recente è la Serpentine Sackler Gallery, sorella della Serpentine Gallery, che segna il proseguimento di un lungo rapporto tra il centro d’arte collocato in una delle aree amministrate dai Royal Parks londinesi e lo studio internazionale d’architettura.
 


Pochi architetti della sua levatura, importanza e influenza hanno abbandonato la scena con così tanto ancora da definire.

Grazie Zaha, anche per essere stata la prima donna a vincere il più alto riconoscimento nel campo dell’architettura, il Premio Pritzker.